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Fiore di Bach - Cap III atto II - Il serpente con la testa da uomo.
Data: 11/08/2020, Categorie: pulp, Autore: Flame
... finalmente!- sollevo il capo. Lui, l'uomo che sibila come un serpente, ha parlato. Non è stato un incubo oppure mi sono destata nel mio incubo stesso? lo spero, lo spero con tutta me stessa. La delusione è guardare Regina seduta sul divano al suo fianco, tra loro due, a terra, si trova il grande danese dal manto grigio, in una posa fiera mi guarda con le orecchie puntute. Conto i secondi, è già vorrei che fosse tutto finito, non riesco a ribbellarmi c'è qualcosa dentro di me che mi blocca. Odio tutto questo, provo schifo e disgusto, e soprattutto vorrei che in questo preciso momento fosse Regina ad essere fottuta da un cane e non io. Penso a tutto ciò che può procurarle lo stesso disgusto che ora sto provando io. Non serve che il padrone gli dia un ordine, si avvicina. Percepisco il suo fiato caldo sulla pelle, la sua bava che cola su una parte di coscia, poi mi lecca. Ho il viso basso. Non provo piacere, non posso provarlo e un qualcosa di sbagliato. Assolutamente sbagliato. -Bull ti piace la cagna eh!?- Foma ride di gusto. Stronzo. Sento ancora la lingua del cane, la sua bava cola lungo la mia fessura, sulle cosce, scivola in lenti rivoli, mi sale sopra, con le zampe anteriori mi artiglia la schiena, graffia, è un dolore sottile quello che provo, un dolore che per un'attino anestetizza la vergogna. Mi penetra. Io penso ad altro, mi estraneo dal corpo, mi creo un mondo interiore dove potermi rifugiare. Un mondo pieno di bellezza dove io posso nutrirmi di essa. Non so ...
... quanto tempo passa, non ho mai dato peso ad esso, figuriamoci ora, vorrei che tutto finisse! Per un momento, penso che se mi trovassi nella stanza infondo al corridoio fossi salva, può essere un incubo che sto vivendo lì. "Ora mi sveglio e mi trovo sul materasso sudicio." Apro gli occhi. Guardo il pavimento bianco, fin troppo lucido. Gli artigli, il fiatone, la bava mi cola sulla schiena, sento il membro del danese dentro di me. -Andiamo facci sentire come godi. Ulula cagna- Foma si avvicina con un ghigno perfido sul volto, mi sta filmando. Umiliazione. Odio. Paura. Odio più me stessa che loro. Mi odio perché ho venduto la mia dignità a Regina, per la droga. La droga. Vorrei dell'acido ora. -Ulula cagna.- Sibila, quell’essere immondo. Ululo. -Forte, cagna, fatti sentire.- Ululo forte, con tutto il fiato che ho in gola. Mi accascio a terra ed è buio. Vedo Katia, il suo sorriso, sento la sua risata. -Ania- mi chiama. -Ania- Riapro gli occhi. “ No. Non può essere!” Sono ancora in quella stanza. Il cane mi sta leccando. Dio che schifo! -Vieni qui bull- lo richiama il padrone, non se lo fa ripetere due volte, corre da lui, e si accuccia ai suoi piedi. Regina è impassibile, non una parola, non per me. Mi guarda a stento e lo fa a malavoglia. La interrogo ancora, sempre, quando incrocio il suo sguardo, lei è sfuggente. Sembra che l'unico che gli interessa sia quel viscido. Gli carezza la testa e a volte gli sussurra qualcosa all’orecchio. La odio. E la amo. Le due facce di una stessa ...