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La prima volta - cap. 5
Data: 12/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Movimento1974
Smise di piovere forte dopo un quarto d’ora da quel magnifico pompino. Ne approfittai per accelerare un po’ e percorrere quelle poche decine di chilometri che ci separavano dalla nostra alcova. Non volevo che si raffreddasse perchè sapevo benissimo che il primo orgasmo serviva solo ad eccitarla di più. Doveva avere ancora una fontana tra le cosce e il silenzio che accompagnò il resto del viaggio confermava questa mia impressione. Stava zitta zitta e secondo me aveva una voglia matta di continuare da sola a masturbasti visto che non poteva in alcun modo approfittare del mio cazzo. Arrivammo a casa mia che erano le 19. Iniziammo a baciarci sul portone proseguendo per tutte le scale fino al secondo piano dove era il mio appartamento. Li la misi contro la porta di casa e ficcandole la lingua in bocca le alzai la gonna riuscendo così ad ammirare le sue gambe inguainate nelle autoreggenti e quelle magnifiche mutandine nere che le coprivano la figa. Entrammo, le mostrai la mia camera e corsi subito in bagno per lavare il cazzo ancora sporco e appiccicaticcio. Tornai in camera e la trovai con ancora il cappotto addosso che guardava la poltrona sulla quale giacevano alla rinfusa libri e appunti delle lezioni. Mi avvicinai per riprendere il gioco da dove l’avevo lasciato, ma lei mi respinse e mi spinse sul letto. “Sta fermo” disse “adesso fai fare a me”. Mi sedetti sul bordo del letto con le gambe molli e iniziai a guardarla. Lei prese prima gli appunti e li mise sulla ...
... scrivania, spostò poi la poltrona per metterla davanti all’ampio specchio che era mezzo metro più a destra e lasciò scivolare a terra il cappotto. Iniziò a sbottonarsi la camicetta lasciandomi intravedere le tette contenute a fatica dal reggiseno nero coordinato con le mutandine, si abbassò le spalline del vestito facendolo scivolare fin sulla pancia e liberò quelle magnifiche poppe. Si vedevano solo i capezzoli, turgidi e rivolti all’isnù, e metà delle areole, il resto era coperto da quella camicetta di raso nera che contrastava con il colore chiaro della sua pelle. Mi diede solo qualche secondo di tempo per ammirarla, poi si girò, sali con le ginocchia sulla poltrona voltandomi le spalle e sporgendosi col busto fuori dallo schienale, per darmi modo di vedere il suo davanzale e la sua espressione eccitata riflessa nello specchio, e fece una magia!!!! Si, una magia, perché mai il mio fratellino ebbe una erezione così rapida e violenta prima di allora. Messa il quel modo, a quattro zampe, iniziò a sollevare la gonna del vestito facendo arrivare la falda posteriore sulla sua schiena consentendomi di ammirare quel bel culo sodo e rotondo. Fatto ciò si abbassò le mutandine lasciandole a metà coscia, si girò a guardarmi e ruotò lentamente il bacino con un movimento così sexy che ce l’ho ancora stampato nella mente. Non contenta si portò l’ndice proprio sul buco del culo e iniziò a massaggiarlo. “Adesso vieni” mi disse. “Fermati” le gridai. E rimasi seduto ad ammirarla per un po’ di ...