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Un marito cuckold. a sua insaputa.
Data: 17/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: IlBaroneRosso
... Massimo l’aveva avvertito. Certo, il pensiero dominante era: come si permette, questo stronzo di cameriere, di fare apprezzamenti su mia moglie, come si permette di dire se sta bene o no, tutta nuda come quelle lì! Ma prima che potesse rispondergli per le rime, dietro la sala da ballo delle ragazze, si accesero le luci, per illuminare un’altra sale: qui erano entrate altre persone, più o meno una dozzina di persone, anzi per l’esattezza una dozzina di maschi, tutti nudi, con i loro arnesi in bellavista, che ballavano al ritmo della stessa musica, un vecchio evergreen degli anni settanta, acquarius appunto. In primo piano l’acquario con i pesci e, dietro, la sala da ballo delle ragazze e delle clienti esibizioniste, nude o quasi. E dietro di loro, un’altra vetrata e un’altra sala, con i maschi anche loro esibizionisti. Tutti più o meno eccitati. Ma che razza di posto era, quello? - Anche quelli lì sono clienti? – chiese sua moglie. Non staccava gli occhi da quei maschi; gli sembrava che li guardasse con insistenza eccessiva. Alcuni erano proprio arrapati, in tiro o quasi, e gli sembrava che sua moglie li guardasse uno per uno, anzi che guardasse esattamente quelli con il cazzo in tiro. Un po’ gli dava fastidio, come per le frasi del cameriere. Ma anche in questo caso lo coglieva un senso di erotismo, di quasi eccitazione. A dirla tutta, gli veniva spontaneo, come prima quando parlava il cameriere sfacciato, gli veniva spontaneo passarsi ...
... quasi per sbaglio la mano sulla patta, per sentire sopra i pantaloni la sua eccitazione. Proprio così, ad essere sinceri, vedere Margherita guardare con interesse una dozzina di maschi nudi, a vederla guardare con attenzione quelli col cazzo in tiro, glielo faceva diventare duro. - Certo, quasi tutti clienti, a parte due o tre che sono miei colleghi. Quello scuro di capelli lì a destra è Angelo, è mio fratello. Facciamo i turni, quando lui è in sala da ballo, io servo ai tavoli. E quando lui è di servizio in sala vado io a ballare. Aveva indicato un ragazzo di media statura, moro, ben fatto, depilato in mezzo alle gambe e anche molto grosso, più grosso di me, pensava Massimo. Lo si vedeva di più se non gli passava davanti qualche ragazza della saletta delle donne, ma era uno di quelli che i siti porno definiscono ben dotato. Lungo come me, forse anche un centimetro meno, notava Massimo, ma più grosso: non nel senso della statura, né del torace. - Un bel ragazzo, fatto bene – disse Margherita. Secondo Massimo, guardava troppo lì, tra una vetrata e l’altra, anzi guardava troppo quel tizio. E secondo Massimo, Margherita quando aveva detto uno fatto bene, voleva dire uno con un bel cazzo grosso; era quello che secondo lui voleva dire. Non è il tipo che di solito dice queste cose, sua moglie, ma quella sera si capiva che voleva dire proprio quello. Ancora quella strana eccitazione a sentirla parlare così. - Siamo fatti uguali io e lui - diceva il ...