1. nuovi orizzonti - parte 1: una ciliegia tira l'altra - 2


    Data: 17/08/2020, Categorie: Etero Autore: SgtPepper

    ... del suo Porco ora si trovava con briciole di tremori indiretti ma potenti e schiaffeggiata dai pesanti e grandi coglioni che sentiva sul suo clitoride, come controtempo ai pugni della cappella nel suo stomaco. Cominciò ad annaspare a bocca e lingua aperta e al primo accenno di un latrato profondo e gutturale, quell’erucleo spaccaculi le infilò la mano sotto la pancia e, introducendo due prepotenti dita nella sua fica trascurata e grondante, la sollevò in un armonioso gesto, facendola rimbalzare pesantemente sulla base del suo cazzo, alzandosi in piedi e sospendendola in aria in un’indecente smorzacandela.
    
    Con le dita dell’uomo conficcate nella sua fica, in preda alle avvisaglie di un orgasmo confuso con l’improvvisa, irruenta e inaspettata gioia che sentiva nel culo, Flavia perse definitamente il controllo e si aggrappò alla nuca del suo carnefice protraendo le braccia all’indietro e spalancando le sue tette traballanti come enormi cremosi budini. Lui la aiutò stringendola di nuovo per il collo e, così agguantata dal collo alla fica, obnubilata dalla violenta virilità della soffocante presa al collo e la frenesia delle dita che la scopavano a ritmo più veloce di quello del cazzo che stava impalando il suo culo, con la lascivia dei suoi latrati rese noto al mondo che dentro di lei stava esplodendo un orgasmo potente e travolgente. I capezzoli imbizzarriti avrebbero voluto sentire altre mani, bocche, mille cazzi e sperma addosso, la fica si sentiva affogata e riempita e il ...
    ... culo s’infiammò di colpo. Il ritorno di fiamma nel suo punto G che Massimo aveva ormai individuato e non aveva più lasciato senza tormento fu per lei causa di uno spasmo improvviso e di una convulsione che la fece rantolare strozzata e inculata come una cagna e, quando pensava di aver terminato l’orgasmo più potente della sua vita un’ondata di intenso ed elettrico, quasi urticante calore le esplose fra le gambe.
    
    Non perse i sensi ma nella sua memoria si impresse un buco nei ricordi tra il momento in cui veniva impugnata e sbattuta come un manicotto sul cazzo di Massimo e quello in cui si trovava sul pavimento, insieme a lui, in un lago di umori. Un buco fatto di oblio e subacquea sospensione ma di un intenso piacere che le aveva rotto qualche argine del cervello, oltre al culo. Il suo orgasmo vaginale si era incrociato con un piacere pungente e avvolgente che era scaturito dal modo violento con cui il suo culo era stato profanato e usato senza ritegno. E la sensazioni dei potenti e abbondanti fiotti di sborra che le avevano riempito l’intestino fu come piccoli morsi dentro la sua pancia che l’avevano fatta impazzire.
    
    Flaviasi guardò tra le gambe e noto che sul pavimento si era formata una pozza e numerosi spruzzi intorno davano l’impressione che si fosse rotta una brocca d’acqua. “Cos’è quello?” Chiese stupita. “Hai squirtato come una matta.” Disse con tono disinvolto Massimo. Flavia si strinse in un brivido di pelle d'oca alla notizia. Si imbarazzò leggermente e sembrò ...
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