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La ragazza dai capelli rossi 2
Data: 18/08/2020, Categorie: Etero Autore: Perseus
La coperta Vittorio, deve ammetterlo, si sente in imbarazzo. Dopo averlo abbracciato, la ragazza ha appoggiato la testa al suo petto ed è rimasta ferma lì, immobile. E, di fronte ad una reazione simile da parte di una sconosciuta, non sa assolutamente come comportarsi, rimanendo fermo come uno stoccafisso. Solo quando il treno riprende il suo viaggio e si allontana verso l’orizzonte diventando sempre più piccolo e lasciandoli soli le accarezza una spalla con fare delicato una… due… tre… quattro volte, prima di trovare il coraggio di spezzare quel momento di quiete e pace. “Forza, andiamo.” La ragazza non parla, non emette un solo suono, annuisce con un cenno del capo, tira sul con il naso, ma non accenna a volersi muovere. Le accarezza il capo lentamente, cercando di trasmetterle un po’ di pace. “Ehi.” “Sì, andiamo…” Mormora sotto voce, ma trascorrono altri due minuti in cui lei resta immobile. Te l’avevo detto io, mormora la voce. Cosa? Ti stai mettendo in un mare di guai. Vittorio sospira. Come se già non lo sapesse, ma non può abbandonarla così. Se poi, per sfortuna, dovesse vedere il suo viso nella cronaca nera non se lo potrebbe mai perdonare. La prende per le spalle e, dolcemente, quasi temendo di farle del male, la sposta indietro, solo un poco. “È stata una lunga giornata impegnativa per entrambi. E qui, ora, fa anche abbastanza freddo. Andiamo a casa e riposiamo. Domani è un altro giorno.” La ragazza incrocia le braccia al petto a farsi scudo dal resto del mondo ...
... e lo guarda con quei suoi occhi verdi pieni di tristezza. Quello che rimaneva del trucco è colato lungo le guance dipingendo nere lacrime su quelle guance piene di efelidi, nemmeno fosse un pierrot al femminile. Fa male al cuore vederle in quelle condizioni. Non farlo, torna a farsi sentire la voce, ti stai facendo coinvolgere, non farlo, ti sta fregando. Quando si asciuga il naso con il dorso della mano, Vittorio le porge un fazzolettino. Un gesto semplice e innocente, a cui lei risponde con un mesto sorriso. “Andiamo.” Nel tempo che attraversano la stazione nessuno dei due parla, ciascuno perso nei propri pensieri, sulle conseguenze della propria scelta, sulla casualità della vita. La ragazza cammina pochi passi più indietro, sempre con le braccia strette al petto, lo sguardo che si sposta tra il pavimento e la figura di lui, come se non avesse il coraggio di guardarsi attorno. Come se il mondo le facesse paure e oscure minacce potessero saltarle addosso da ogni angolo. Quando, finalmente, arrivano all’auto, Vittorio carica la piccola borsa che ha con sé nel baule e le porge la mano con un sorriso. “Vuoi darmi lo zaino?” Lo guarda, esita, gira gli occhi verso lo zaino, esita ancora. “Posso tenerlo tra le gambe?” “Certo, come preferisci.” Salgono in auto e Vittorio, prima di mettere in moto, osserva la ragazza. Si è seduta lentamente facendo attenzione ad ogni movimento. Allaccia la cintura con esitazione e, infine, tiene lo zaino sulle ginocchia, come se fosse uno scudo. ...