1. La ragazza dai capelli rossi 2


    Data: 18/08/2020, Categorie: Etero Autore: Perseus

    ... Immobile. “Non ti farò del male, puoi stare tranquilla.” Lo guarda appena, ma non sorride. “Lo so.” Parla in un modo in cui lascia percepire che non abbia voglia di dire oltre. È così che il breve viaggio procede nel silenzio. Nemmeno l’autoradio pare aver voglia di far sentire la propria voce mentre la città ancora dorme. Dal canto suo, Vittorio si sente stanco e provato dalla lunga giornata e, ora come ora, non ha voglia di farsi carico dei problemi della ragazza. Già così, semplicemente ospitandola questa notte, o ciò che ne resta, sa che le complicazioni non tarderanno a farsi sentire. Dentro di sé continua a ripetersi che sta facendo la cosa giusta. Se fosse stato un uomo l’avresti lasciato a se stesso, spunta dal nulla la voce. Cosa vorresti dire? Che è molto carina. E allora? Fosse stato un uomo non l’avresti aiutato. Un uomo ha più possibilità di cavarsela e di non essere violentato nei bagni di una stazione. Certo. Il buon samaritano. Per un istante si gira verso di lei. Tiene lo sguardo fuori dal finestrino, osservando la città scorrere oltre il vetro. “Benvenuta nella mia dimora. Perdona la confusione, non aspettavo ospiti.” Vittorio si fa da parte per lasciar passare la ragazza, chiude garbatamente la porta e la osserva. Fa qualche passo nella casa, si guarda attorno, si stringe le braccia al petto, visibilmente a disagio. Mentre lascia che possa, in un certo senso, ambientarsi, si toglie la giacca e l’appende. Quando si rivolge a lei lo fa con un tono morbido, ...
    ... cordiale e amichevole. “Io sono Vittorio. Posso sapere il tuo nome?” Lei si gira di scatto, arrossendo. “Scusami… Maria. Mi chiamo Maria.” “Non ho una camera degli ospiti, ma il divano si apre e risulta comodo. Mi spiace.” È la prima volta che la ragazza accenna un sorriso senza che sia oscurato da un velo di tristezza. “Meglio di una panchina. Andrà benissimo, grazie.” “Forza, mettiti comoda.” Si fa dare il suo giaccone e l’appende. E solo allora si prende un momento per osservarla con un poco più di attenzione. La prima domanda che gli sorge spontanea è da quanto tempo sia in viaggio. I lunghi capelli rossi, per quanto raccolti e tenuti fermi dietro la testa da uno spillone di legno, sono visibilmente in disordine. Il viso, con il trucco sfatto anche per colpa delle lacrime, fa risplendere i suoi grandi occhi verdi, ma è sciupato. Indossa un maglioncino nero a maglie larghe che lascia intravedere il candore della pelle sottostante. I seni, stretti in un reggiseno nero, danno l’idea di essere abbondanti. Cosa stai guardando? Un paio di short di jeans che le arrivano a metà coscia, da cui poi spuntano le calze rovinate. Ancora? È innegabile che sia una bella ragazza. Per un attimo, Vittorio immagina quelle labbra sulla propria pelle, quei seni sotto le proprie mani, quelle cosce aperte e invitanti… poi si riscuote. A quanto pare la ragazza non ti rimane indifferente, sussurra la voce quasi ridendo con una nota di soddisfazione. Ignora quel dannato sussurro e mostra la casa alla ...