1. Non toccate la leggenda


    Data: 20/08/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17

    Il taxi l'aveva portata al posto da lei desiderato, in una collina circondata da mura antiche. Sotto scorreva un fiume e più in là si vedeva la superficie azzurra di un lago. Il lago di Scuteri, pensò. Scese e si guardò intorno. Salutò il tassista dicendogli che l'avrebbe chiamato quando avesse finito. Mentre il taxi spariva dalla sua vista, si chiese da dove avrebbe dovuto cominciare. Ricordò il motivo per che l’aveva spinta lì, e lunghi brividi la percorsero. Doveva scovare fatti, documenti su una leggenda, la leggenda di Rozafa. Doveva scoprire se apparteneva a questo posto o a quell’altro Stato che lo rivendicava come sua tradizione. Prima girò tutto intorno alle mura e vide la massa lattiginosa che veniva giù da una parete. Si fermò a guardare con attenzione, la toccò. Assaggiò la consistenza con le dita, guardò quel colore biancastro, e di nuovo brividi, ma questa volta più intensi e più profondi. Che diavolo stava succedendo? Si stava lasciando suggestionare da questa storia? No, non poteva. Non era professionale. Doveva argomentare e non poteva abbandonarsi alle emozioni infondate di una leggenda, perché solo di questo si trattava. Si spostò da quella parete e si mise a ispezionare di nuovo il posto, questa volta con più cura. Cercava di non guardarla, di non pensare a quella al momento, ma più si sforzava è più la sua mente l’attirava in quell'angolo. Si controllò di nuovo a fatica, ma alla fine cedette al suo istinto. Andò ancora verso quella parete e si mise a ...
    ... guardare con più attenzione, tra le mura. Un po' nascosto a una prima occhiata, una forma di corpo, o meglio di una parte del corpo. Sentì delle voci provenire dal fiume. Ma no - si disse- è solo il rumore del suo scorrere. Un rumore che pian piano divenne parole, che man mano divennero a lei comprensibili. "Sono qui. Murata viva. Guardami". Guardò lontano, verso l’orizzonte. Il sole stava sparendo dietro la montagna e lei decise di andarsene. Per non impazzire completamente, decise che sarebbe stato meglio cominciare l’indomani mattina, a mente fresca e con altra gente a curiosare in quel luogo. Le gambe la trascinarono dal lato opposto della collina, e lì si guardò di nuovo intorno. Tirò fuori il cellulare dalla tasca per chiamare il tassista, quando le si parò davanti una vecchia: "Signora, sta cercando un posto per dormire?". Lei annuì. "Venga pure. Entri - le disse indicandole un vecchio albergo alle sue spalle - starà comoda e troverà le risposte alle sue domande". Guardò sorpresa la vecchia e si chiese il perché di quell’affermazione. Che ne sapeva lei delle sue domande e delle risposte che cercava? Poi, immaginando il numero dei turisti che, come lei, avevano visitato quel posto, si rispose che la vecchia era abituata e sapeva benissimo quello che cercavano: la curiosità di vedere, di sapere, di scoprire. Di andare a casa con qualcosa in più, arricchendosi di una storia inquietante, di un mito, una leggenda. Seguì la vecchia all'interno senza proferire parola. Quello che ...
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