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Non toccate la leggenda
Data: 20/08/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17
... all'inizio dal giardino circondato di mura sembrava un albergo, non era che una vecchia casa grande. Di nuovo brividi, sensazioni, voci. Di nuovo ebbe paura. Guardò la vecchia che, di rimando, le sorrise, e lei si senti rassicurata. Incuriosita entrò in un lungo corridoio. "Questa è la tua camera - disse la vecchia conducendola davanti ad una porta - per qualsiasi esigenza, non esitare a chiedere, a me o alle mie tre nuore. Siamo a tua disposizione". Ringraziò con un sussurro, come a non voler rompere il silenzio di quel luogo, ed entrò nella stanza. La camera disponeva di un letto in ferro battuto a una piazza e mezzo e un armadio di legno vecchio. Doveva essere antico, ma non seppe dire di quale epoca. Qui, in questo posto, la storia e l'arte non avevano un percorso né una regola. Ogni cosa aveva una sua storia, come quell’assurda leggenda... Cercò di non pensare più, ed esausta si buttò sul letto. Si addormentò all'istante. Di nuovo voci: "Svegliati. Vieni con noi se vuoi scoprire la verità". Si alzò come in un incubo, timorosa pensava fosse ancora notte, ma la luce del sole illuminava la sua piccola stanza. Sorrise ai suoi presentimenti e si affacciò alla porta dalla quale provenivano i rumori. Tre donne uscivano da tre porte sul lato opposto del corridoio, una delle tre aveva in braccio una piccola creatura in fasce. Tutte e tre salutavano tre uomini. Dai baci che si davano suppose che fossero i loro mariti. Notò che quella con il piccolo in braccio era molto più bella ...
... delle altre ed anche la più giovane. Suo marito la strinse a sé e le disse di avere cura del loro piccolo Bujar, che a sua volta rispose con i suoi versetti. Tutte e tre le donne augurarono "buon lavoro" ai propri uomini prima di sparire all'interno delle loro camere. Gli uomini passarono davanti alla sua porta e lei li salutò, ma loro non risposero al suo saluto. Non seppe cosa pensare. Li guardò stranita e, alzando lo sguardo, vide la vecchia che la stava osservando sbucando da un’altra porta. La vecchia le sorrise augurandole il buongiorno, poi anche lei sparì all'interno della porta che aveva alle sue spalle. "Che gente strana!" pensò. Il suo istinto la spinse fuori. Cercò di vedere dove fossero andati i tre uomini. C'era una nebbia fitta, e lei non riusciva a vedere più di tanto, ma sentiva rumori di attrezzi, come scalpellate su pietre o rocce. Decise di andare in quella direzione. I rumori la guidarono più della sua vista. Vide i tre uomini che lavoravano attorno ad un muro di pietra. Sentì le loro imprecazioni. "Maledizione, di nuovo crollato. Cosa possiamo fare?". "Fratello mio - disse un altro - non scoraggiamoci. Forse oggi è la volta buona". "Fratelli miei, io non ne posso più. Sono stanco. Dovremmo cambiare strategia"- rispose il terzo Capì che erano fratelli, capì che erano muratori, che costruivano quel muro. Li guardò a debita distanza, anche se era convinta che, se si fosse avvicinata, loro non l'avrebbero nemmeno vista. Troppo presi da quello che facevano, li ...