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La portineria
Data: 20/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: beast
... sensazione che quel contatto casuale non le dispiacesse per niente, che addirittura lo cercasse, e un brivido caldo mi percorreva la schiena. Pensavo ad Antonia quasi tutte le notti ora, mi immaginavo la gamba che sfregava contro la sua, poi la mano che vincendo la mia timidezza si posava su una delle sue cosce, immaginavo che lei l’avrebbe presa e l’avrebbe trascinata più su, facendola infilare sotto il grembiule, immaginavo che non portasse altro che delle mutandine di pizzo nero, e che le mie dita sfiorassero le sue carni attraverso quel pizzo. Oppure immaginavo che fosse lei a prendere l’iniziativa, si sfilava uno zoccoletto dal piede e con questo mi accarezzava il polpaccio, infilandosi sotto l’orlo dei pantaloni e risalendo lungo la mia gamba, facendomi il solletico e provocandomi una vistosa erezione, allora con le dita del piede mi carezzava l’inguine attraverso la stoffa dei pantaloni, fino a farmi impazzire di desiderio. Altre volte, mentre facevo finta di studiare, lei stava un poco china sul lavello di ceramica, intenta a lavare qualcosa, il sedere pieno e tornito ondeggiava leggermente, seguendo il ritmo dei suoi movimenti. O peggio ancora si chinava intenta nei mestieri di casa che faceva per tenere sempre lindo e ordinato quel piccolo locale e io registravo avidamente con lo sguardo ogni centimetro di gambe che rimanevano esposte al mio ludibrio. E ancora la notte nel mio lettino a immaginare di alzarmi dalla sedia e appoggiarmi da dietro al suo corpo, facendo ...
... aderire la mia asta che premeva verticale attraverso la patta dei pantaloni alla linea verticale che divideva in due perfette metà il suo fondoschiena. Mi muovo ondeggiando su e giù e lei rispondeva premendo col sedere contro il mio inguine, mi prendeva le mani e se le poggiava sui quei seni ingombranti e io affondavo in quella morbida carne, facendomi trascinare in un gorgo di lussuria oscena. Purtroppo gli anni passarono, ero ormai un ragazzone e mia madre non aveva più la necessità di portarmi con se. Con grande dispiacere i miei pomeriggi nella portineria della Crocetta finirono, e io dopo un po’ smisi di pensare a lei, e i miei sogni erotici di adolescente si spostarono sulle compagne di classe del liceo o su qualche attricetta americana che mostrava un po’ di carne nei film di serie b. Ma non mi dimenticai certo di Antonia e delle sue forme morbide e voluttuose... Un pomeriggio di settembre, poco prima che iniziasse l’ultimo anno di liceo mi trovai casualmente a passare con due compagni di classe proprio davanti al portone di quel palazzo, come d’incanto una serie di dolci immagini mi passarono davanti agli occhi. Feci con loro una decina di metri e poi congedai i miei compagni con una scusa qualunque, e una volta che li vidi svoltare verso il centro ritornai sui miei passi e come se fossi comandato da una forza estranea mi infilai nell’androne poco illuminato. La portineria era immersa nel buio, la tenda era abbassata nascondendo la vista del piccolo locale, erano le ...