-
La portineria
Data: 20/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: beast
... prime ore del pomeriggio e Antonia aveva diritto a due ore di intervallo, avrebbe ripreso il suo posto solo dalle quattro in avanti. Incurante del suo diritto al riposo bussai energicamente al vetro della porta. Nessuno rispose e bussai di nuovo, si accese la luce e un’ombra si avvicinò, la portina si dischiuse e il bel volto un po’ scocciato un po’ preoccupato di Antonia si affacciò con una espressione interlocutoria, dopo qualche secondo però mi riconobbe, spalancò l’anta e mi abbracciò prendendomi la faccia tra le mani e dandomi due sonori baci sulle guance. “Carlo, come ti sei fatto grande” mi disse, “quasi quasi non ti riconoscevo, che bel ragazzone sei diventato” mi schernii balbettando qualche sciocchezza, ma lei insistette con i complimenti, “chissà le ragazze come ti fanno il filo, sarai pieno di fidanzate...” Mi schernii di nuovo, lei mi afferrò per un braccio e mi fece entrare, “vieni bello, prima che a qualcuno venga in mente che la mia pausa sia terminata”. Mi ritrovai nel piccolo ambiente in cui avevo passato tanti anni della mia adolescenza, il suo inconfondibile odore di buono mi risalì per le narici riportando alla memoria tutti quei dolci ricordi e facendomi capire perché avevo dovuto a tutti i costi liquidare i miei amici per ritornare a sentire quel dolce profumo. Antonia non indossava il suo solito grembiule ma una ...
... camicetta di cotone leggero, solo gli ultimi bottoni erano allacciati e il seno procace debordava prepotentemente. Non riuscivo a distogliere lo sguardo da quelle morbide bocce e lei se ne accorse, mi prese per un mano e mi fece salire i cinque scalini che portavano alla parte privata del suo minuscolo appartamento. “Vieni bello, vieni di sopra, non stiamo qua che tutti possono ficcare il naso, ormai non sei più un bambino, e chissà cosa potrebbero pensare le malelingue, guarda come ti sei fatto grande” Non ero mai stato nella sua camera, un grande letto con una orrenda bambola spagnola la occupava quasi completamente, sul muro una ceramica con una madonna benedicente e un enorme rosario di legno erano le uniche decorazioni. Antonia si sedette sul letto, io in piedi di fronte a lei ero imbarazzatissimo e non sapevo che fare, per l’ennesima volta mi sentii dire quanto mi ero fatto grande e bello, ma non sentivo le parole, completamente assorbito dalla vista delle sue morbide labbra e soprattutto da quei seni meravigliosi, non resistetti oltre, mi chinai su di lei e le diedi un bacio in bocca. Pensavo che rispondesse con un ceffone e invece si alzò di scatto mi prese la faccia tra le mani rendendomi il bacio mentre ripeteva ancora una volta che ero diventato proprio bello. E così, quel pomeriggio del 1972 diventai uomo, ma questa è un’altra storia…