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Il collega camionista - 6 (serata al priveè)
Data: 21/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: cpromagnolamatura
... pubblico. Alcuni inservienti, dopo l’uscita degli attori sgombrarono il palco, liberarono il centro della sala che si trasformò in una pista da ballo per gli ospiti. Feci segno a mia moglie di ballare e tenendole le mani sui fianchi ci lanciammo in un lento appiccicati l’uno all'altra. Attorno a noi altre coppie volteggiavano nella sala, liete di trovare un attimo di intimità con il partner del momento, sì del momento perché poi in realtà molte erano le coppie irregolari. Dopo un paio di giri cedetti il posto a Franco e mi andai a sedere sul divanetto. Mi si sedette a fianco il lui della coppia con cui avevamo scambiato dei convenevoli a tavola, che indicando con lo sguardo mia moglie tra le braccia del nostro amico, me ne fece i complimenti, sottolineando il fatto che si stava divertendo e, in effetti, non potei non osservare come stava sorridendo a Franco, il quale le stava accarezzando con una mano il sedere. L’uomo poi mi disse che ero fortunato ad avere una donna così disponibile e carina e che gli sarebbe piaciuto approfondire (lo disse sottolineando con il tono della voce sulla parola “approfondire” ) la nostra conoscenza e che al piano di sopra c’erano delle sale più intime a disposizione degli ospiti. Gli chiesi dove avesse messo la sua compagna e mi rispose che era già andata di sopra con un amico e, indicando verso Franco, mi disse “sai cosa intendo no?”. Annuii cercando di darmi un contegno mentre continuavo a seguire le evoluzioni di mia moglie e Franco. ...
... Non vi nascondo che la situazione mi aveva eccitato non poco, per cui presi a sorseggiare la Coca che avevo preso al bar e chiesi al compagno di divano perché non salisse anche lui al piano di sopra, ma quello mi rispose che in quelle serate lui e sua moglie avevano pattuito di dividersi, però se volevo mi poteva accompagnare a vedere cosa succedeva, così me ne sarei fatto una idea. Bevuto l’ultimo sorso, quindi, salimmo al primo piano che esitava in un corridoi in cui si aprivano le diverse stanze, ognuna con una tenda pesante anziché una porta. Gli ambienti erano scarsamente illuminati tanto che mi ricordavano quando sviluppavo le pellicole con la luce rossa nelle camere oscure. L’uomo scostò una tenda giusto per vedere quello che succedeva all’interno della stanza dove, su un letto con le lenzuola nere era distesa una donna che a gambe aperte si stava godendo un uomo intento a pistonarla meccanicamente. Riconobbi nella donna la moglie dell’uomo, una signora di una cinquantina d’anni, che ad ogni affondo emetteva uno strano gemito, accompagnando l’uomo con le mani lungo i fianchi. Lo stallone era decisamente più giovane e mi venne da pensare che forse era l’attore dello spettacolo a cui avevamo assistito. Mi girai verso il marito della donna come per dirglielo , ma lui mi precedette dicendo che sì era proprio il ragazzo che avevamo visto all’opera dopo cena. Rimanemmo così a guardarli per alcuni minuti, quando mi sentii battere sulla spalla da un altro uomo, un ragazzo di ...