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Completamente bagnata
Data: 21/08/2020, Categorie: pissing, Autore: Pisellino
Quel signore è rivelato un vero porco. Gli obbedisco incondizionatamente, anche perché paga bene. Qualsiasi momento è buono per buttarmelo nel culo. Ci siamo conosciuti, per caso, in un locale di P.. Vado tuttora in città col treno, mi cambio al diurno, ormai lì mi conoscono, l’inserviente mi strizza l’occhio, quando mi vede arrivare maschio ed uscire femmina. Lo zainetto con le cose da ragazzo rimane al deposito bagagli. Oggi fa un caldo terribile, mi sono trasformata infilandomi una minuscola gonnellina in jeans, sfrangiata, il perizoma che spunta, lunghe cosce (mi sono depilata ieri) in bella vista, le chiappe di fuori, sandalini tacco dieci, canottiera bianca, reggisenino dello stesso colore, borsettina firmata a tracolla. Trucco leggero ma un rosso deciso sulle labbra, capelli sciolti. Sguardo languido ed ammiccante. Si vede lontano un miglio che sono a caccia di cazzi. Insomma, la solita R.. Mi sto dirigendo verso luoghi dove, fin da quando ho potuto recarmi da sola in città e vestirmi come volevo, c’è chi mi ha preso, mi ha alzato la gonnellina, spostato il perizoma e me lo ha schiaffato dentro. Io agghindata come una troietta ho ingoiato litri di sborra e mi sono sempre fatta inchiappettare da chiunque ne abbia avuto voglia. Ho imparato a farmi pagare, li chiamiamo “regalini” ma sono marchette a tutti gli effetti. A casa mia hanno chiuso i rubinetti ed aperto gli occhi: c’è stato c’è stato un certo sentore su quello che faccio, voci giunte all’orecchio di qualche ...
... mio parente, che ha riferito, hanno cominciato a capire il perché delle mie mutandine così piccole, dei capelli lunghi, degli occhi bistrati e dell’assenza totale di peli sul mio corpo. imbarazzante, anche se non me ne frega nulla. Anche oggi sono lì per soprattutto per i soldi, non ho il becco di un quattrino e devo acquistare le mie cose da femmina. Questo mio bisogno di soldi mi ha portato ad aumentare smodatamente il numero dei rapporti, rendendo il mio buco, certo non più piccolo e stretto da molto tempo, lo sapete benissimo, un vero e proprio antro nel quale accedere e sfogarsi con facilità. Sono arrivata in un bar dove rimorchio sempre, in quest’ultimo periodo lì ho portato via parecchio denaro, trovando da succhiare e da farmelo mettere nel culo praticamente ogni volta che ci sono venuta. Il Signor Giulio lo frequenta da poco, appena sono entrata mi ha puntato e si avvicinato, poi: “Buongiorno signorina, io sono Giulio, ci verresti a fare un giro con me?”. Non ho potuto certamente dirgli di no. In realtà mi ha messo un po' in soggezione, sulla sessantina, bruttino ma ben vestito, alto, voce profonda, sembra molto facoltoso, mi è venuto d'istinto chiamarlo “Signor Giulio”. Chiaramente non gli interessa un rapido pompino nel cesso. “Si ci vengo, Signor Giulio”. “R., ti chiami R. vero? Va bene, ti aspetto fuori”, mi ha detto lui compiaciuto. Ho subito capito che questa storia del “Signor” lo intriga parecchio. Ci siamo incamminati, mi ha detto che la sua auto è dall'altra ...