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Menatplay: simone e luigi
Data: 22/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
... protesto. “È proprio una gran vacca…” “Vuoi dire che…” “Ehi, voidue – non sopporto di essere il soggetto di una discussione e di non avere voce in capitolo – ci sono anch’io in quest’ascensore… Un po’ di rispetto (!!!!) e di educazione…” “Sì, me la sono appena scopata in ascensore…” “Chiedo spiegazioni!” “Semplice – oh, finalmente – partendo dal presuppo che io e Luigi ti riteniamo una gran zoccola, abbiamo espresso il desiderio di scoparti. Io ci sono riuscito. Adesso toccherebbe a lui…” e l’ascensore si arresta al quarto piano. Scendiamo e, in silenzio, ci dirigiamo verso la mia camera. La porta si apre su un ambiente luminoso, ordinato e tremendamente chic. I miei bagagli sono già stati sistemati. Guardo entrambi divertito. Leggo la soddisfazione nello sguardo di Simone e il desiderio in quello di Luigi. Gli accarezzo i riccioli biondi: “Non mi sembra giusto – nel frattempo la mia mano scende a rovistargli il pacco. Glielo stringo forte. Sussulta – rischiare che un’amicizia venga rovinata per causa mia…” lo trascino sul letto facendomelo cadere addosso. Sento tutta la forza della sua erezione che preme sul mio pube. “Sai – attacca Simone mentre inizia a spogliarsi – che ha ancora dentro di sé ciò di cui l’ho riempito?” Un sorriso malizioso illumina il viso di Luigi: “Non sei solo una gran troia, allora! – mi bisbiglia - Sei completamente porca!!” ricambio il sorriso. “Fermo tu! – e mi rivolgo a Simone – E tu biondino mettiti in piedi ...
... accanto a lui!” Mi guardano (e si guardano) increduli (magari pensano che voglia rapinarli o giocargli qualche brutto scherzo!!). “Adesso vi levate i vestiti… Ed io mi godo lo spettacolo”. Ed è veramente uno spettacolo ammirarli mentre si mettono completamente a nudo per me. Se il moro è abbondantemente peloso, il biondino è pressoché glabro. Eccezion fatta per la zona pubica, dove c’è un unico triangolino chiaro, miracolosamente risparmiato dall’epilazione totale cui il bisteccone si è certamente sottoposto. “E adesso tocca a me!”. In un lampo mi libero del costosissimo completo gessato, della camicia… “Lascia la cravatta – mi ordina Luigi – e le calze”. Sorridendo, ubbidisco di buon grado. “Mettiti sul letto a quattro zampe – mammamia, che bell’uccello sta per possedermi! – fammi vedere il culo… Mostrami il lavoro di Simone!” Eseguo. Sollevo i glutei per favorirgli la vista e lascio colare una piccola parte del liquido di cui mi ha riempito il lift. “Wow…” lo sento mormorare, quasi commosso. Traguardando attraverso le mie gambe divaricate, lo vedo smanettare con il manganello che svetta come un’asta priva di bandiera. “Avvicinati… - lo afferro con la mano, puntandolo sull’ano – Adesso voglio farmi scopare da questo bel tronco. Voglio sentirlo tutto… Tutto! Quindi che aspetti!? Scopami… Scopami…” Senza troppi complimenti, mi aggiusta la posizione, mi afferra per la cravatta e m’infilza in un sol colpo: la forza impressa alla spinta di ...