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Menatplay: simone e luigi
Data: 22/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
... penetrazione mi sbatte avanti, facendomi cadere sui gomiti. La cravatta tira fin quasi a soffocarmi. Per il resto, non provo un gran dolore. Del resto la sborra che ho trattenuto, credo che funga da lubrificante. La sento colare lungo le gambe, mentre Luigi inizia a muoversi lento ma deciso dentro di me. “E adesso facciamo divertire un po’ questa cagna… – mi strattona per la cravatta, facendomi rovesciare la testa – Vediamo di raddoppiare la quantità di sborra con cui riempire questo bel buco… Una doppia farcitura, che ne dici, eh!? Rispondi troia, ti va l’idea?” “Sì, sì. Scopami! Riempimi il buco anche tu. Fammi godere!” La cavalcata prosegue inarrestabile per diverso tempo, sotto gli occhi divertiti di Simone che, come l’amico, non lesina i complimenti: “Ma guarda come si lascia montare questa vacca! È quasi spudorata…” “Già… Mmmhhh… Che buco strettooohhh… Eppure Simooohhh… Tu… Tu non hai esattamente un mignolo tra le gambe… E – rivolgendosi a me - scommetto anche che hai fatto il pieno anche del tuo compagno di stanzaaahhh… Vero brutta zoccola!?” Non potevo certo negare!! Mi sentivo avvampare: forse per via di tutti quei complimenti che mi stavano rivolgendo, o forse perché sento che il ritmo accelera in maniera convulsa. Dev’essere per entrambi i motivi… ad ogni modo capisco che (purtroppo) stiamo arrivando al capolinea. In una frazione di secondo, sento i fiotti che divampano nelle mie viscere: mi sento letteralmente bruciare dentro. Luigi ...
... tuttavia non si decide a mollare il guinzaglio improvvisato, costituito dalla mia cintura: “Scendi dal letto, puttana! E non pensare di rilasciare la doppia farcitura di cui ti abbiamo riempita!” mi ammonisce mentre riprende a menarsi l’uccello. Non ci penso minimamente, e come un cagnolino mi lascio condurre in bagno. “Cosa dici, va bene lì?” chiede Simone che, non avendo mai cessato di masturbarsi, ha una cappella talmente rossa che potrebbe esplodergli in mano da un momento all’altro. “Perfetto… Alzati, troia! - e, girandomi la cravatta intorno al collo, mi ‘appendono’ al soffione della doccia legandomi per le mani – Divarica un po’ le gambe e piegati in avanti… Così… Stai ferma ora!” Simone mi si avventa contro. Apre il rubinetto. La pioggia sottile e (per fortuna) tiepida inizia a lambirci. Guardo in alto. Il nodo che m’imprigiona. Le mie mani. Le sue mani. Che mi scorrono dovunque sul pelo umido che stropicciano senza pietà, soffermandosi su capezzoli e coglioni. “Lo senti… Senti com’è duro!?” me lo sta facendo scorrere nel solco tra le chiappe. “Sì… Sì… Lo sento…” “E lo sai dove te lo sbatto adesso, vero?” “Sì… Sì… Lo so. Lo so! Sbrigati per favore… Fammelo sentire!” “Ti accontento subito! - Gemo. All’inizio un suono flebile, sottile. Che progressivamente aumenta. In maniera proporzionale alla foga dei due bull - Prendi, zoccola! Abbiamo capito che non ti basta mai!” ed il cazzo m’incula. Che brivido! Che esperienza, sto vivendo… Quattro, ...