1. Il traghetto


    Data: 23/08/2020, Categorie: Etero Autore: Fil73

    ... impossibile, mi eccita più quel continuo coprirsi e scoprirsi di quel fazzoletto di pelle, che le sue amiche che hanno quasi le chiappe di fuori. Cavolo mi hai beccato, ti sei accorta che ti sto osservando; ok inutile negare, sostengo il tuo sguardo e sorrido. Wow hai contraccambiato. Per un attimo abbasso gli occhi, beccato con le mani nella marmellata, echissenefrega, quel sorriso vale ogni figuraccia. Abbasso un po lo sguardo, ma quando lo rialzo è il tuo rivolto nella mia direzione, sorridi ancora mentre dici qualcosa a mezza bocca alle tue amiche. Meglio far finta di niente, meglio un’altra birra per smorzare la tensione. Certo che quegli occhi sono più profondi del mare, e te sei una…” Lascia la frase così e si dirige al bar. C’è un po di fila, sta per girare la testa per controllare il suo Mac, quando una ragazza con tono gentile gli chiede “Scusa, riesci a vedere se hanno le sigarette?”. “Si sul banco dietro alla cassa”. “Grazie, non riuscivo a vederle, avrei dovuto mettere delle scarpe più alte” scherzando sulla sua altezza. “O magari aspettare ci fosse meno gente, io le ho viste prima quando non c’era nessuno”. “Grazie per non aver infierito sull’altezza”. Arrivato alla cassa prende la sua birra e torna al tavolo, mentre la ragazza gli augura una buona traversata sorridendo. “…e te sei una donna da amare. Continui a sorridermi, beh mica posso tirarmi indietro. Cavolo anche elegante quanto ti alzi, talmente bella che anche l’aria si fa accarezzare da te, ma…” La ...
    ... ragazza si avvicina a lui, il sorriso è splendido, lo sguardo fisso nei suoi occhi. Da un bacio su un foglietto che lascia scivolare sulla sua tastiera. “Indovina indovinello quante dame vedi in quel castello? Se la risposta avrai, Una cabina ed un regalo troverai”. Alza gli occhi al tavolo, e conta sei ragazze. Con calma si alza, prende le sue cose e si dirige sui corridoi cercando le indicazioni per la meta ambita. Individuata la direzione giusta si dirige verso la cabina, Segue i numeri, arriva davanti a quella indicata, sta per bussare, ma la porta si apre e due mani si appropriano del suo giacchetto, due labbra della sua bocca. “Ce ne hai messo Hemingway. Però sai contare, bravo, ed ora dimmi: i miei occhi sono più profondi del mare, ed io?, come finiva?”. “Scusa?”. “Hemingway non devi farti distrarre delle ragazze che ti chiedono le sigarette…”. “E brava la mia Eva Kant, astuta e curiosa”. Con una mano gli prende il seno la spinge sulla parete della cabina, l’altra dopo essersi liberato del giacchetto ed aver lasciato a terra la borsa, passa sotto la gonna. “Ehi scrittore, non perdi tempo”. “Non vorrei sfigurare davanti a te, non mi hai neanche fatto finire il racconto”. Gli sguardi sono di sfida. “Avresti preferito scrivere?” la sua mano accarezza la protuberanza sotto i bermuda. “No no, perché scriverlo, quando posso girarlo”, mentre gli sfila il gonnellino. Guardandosi negli occhi, ognuno con le mani sul sesso dell’altro, sbattono da una parete all’altra, fino ad ...