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Conoscere il sesso (3 parte)
Data: 26/08/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: marzietta_
Per andare a scuola prendo il treno, quella mattina a malincuore mi recai in stazione, avevo un’interrogazione, ma non ero preparata, comunque pur volendo far sega salii sul treno. Scendo a Latina, da li prendo il bus che transita vicino la scuola che frequento, salgo in treno abbastanza pieno, posti a sedere nessuno, alla stazione successiva altra gente, a causa della rottura della motrice precedente, sono saliti tutti su questo, i vagoni stracolmi, dietro di me un signore ben vestito giacca e cravatta, io, con il mio solito jeans elasticizzato, ho la quarantaquattro di taglia, ma compro sempre una quarantadue. Durante il viaggio, capita spesso di sentirmi addosso, il peso di quella persona, le prime volte per me era normale, pieno com’era, ma, notai che la cosa si ripeteva troppo frequentemente, mi accorsi che ogni scusa era buona per poggiare le sue parti intime sul mio sederino, la cosa iniziò a stuzzicarmi, mi guardai in giro per vedere se qualcuno potesse notare la cosa, tutto normale, allora iniziai un lento ancheggiando del bacino, lui sorpreso infila la mano dentro il pantalone per aggiustarsi il membro, mettendolo diritto, in quel modo veniva a trovarsi proprio in mezzo alle mie chiappe, mi stavo eccitando, con una scusa banale, portai la mano dietro, come se cercassi qualcosa nella tasca posteriore del mio pantalone, ma in realtà, cercai di palpare quel bel pacco. Purtroppo ero arrivata a destinazione, stavo gustandomi quel palpeggiamento, sorpresa, ...
... scende anche luì, mi seguiva a debita distanza, entrai al bar come mio solito per fare colazione e lui dietro di me, mentre mi accingevo nel fare lo scontrino. Lui si offre nel pagarmi alla colazione, un comportamento molto galante, incurante di ciò che era accaduto sul treno, accetto, quei tre euro stanno benissimo in tasca, cornetto e cappuccio ci sediamo, iniziamo a parlare prassi normale le presentazioni, scopro che lui è un prof. Insegna in una scuola media di un paesino lì vicino, tutte le mattine scendono dal treno, ha l’auto lì che lo porta su al paese. Stiamo quasi mezzora a parlare, usciamo e mi dice: - Scusami mi sbaglio, ma oggi non hai voglia di andare a scuola. - Senta, lei è anche psicologo, cosa te lo fa dedurre rispondo? - Una che deve andare a scuola, non sta tranquilla parlare e poi, si legge sul tuo bellissimo viso. Accenno a una risatina e le faccio la linguaccia. - Poiché io dovrei entrare alle 10.00, ti andrebbe di fare un giro per i castelli romani, ti mostro un paesaggio inverosimile. Tentennai un po’, pensai dentro di me, ma chi se ne frega, è un estraneo, però è pur sempre un prof. accettai l’invito. La sua auto non era un granché, un fiat punto abbastanza vecchiotta, spesso nel cambiare la marcia, sfiorava la mia coscia, cercai di ritrarmi, a dopo pensai voglio stare al gioco, allargai leggermente le gambe in modo da poter toccarmi migliore, arrivati in mezzo ad un castagneto, fermò l’auto apri i finestrini e disse. - Senti ...