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Da santo stefano a san silvestro: il primo giorno
Data: 28/08/2020, Categorie: Etero Autore: cpromagnolamatura
... questo momento fino ad appoggiarmi le mani tra i capelli e spingermi contro di lei. Ho la bocca e il naso impregnato dei suoi umori quando risalgo per baciarla, standole sopra. La stanza è illuminata solo dal riflesso del lampione posto sopra la finestra e che svela le folate della tempesta di neve. Ci guardiamo negli occhi e le mi bisbiglia di prenderla, adesso, subito. Mi libero dei calzoni e dei boxer e mi sprofondo dentro di lei che mi accoglie ancora vestita, con la gonna tirata su e le calze autoreggenti e i dopo sci. E’ tanto che non facciamo l’amore con questa intensità e soprattutto che non la sentivo così desiderosa, tanto che mi chiede di spingere più forte, accompagnandomi con le mani sui fianchi, fino ad attaccarsi alle mie natiche, come se volesse essere penetrata più di quello che umanamente riesco a fare. Mi piace sentirla gemere brevemente ogni volta che affondo, ma mi rendo anche conto che non posso durare ancora per lungo tempo, quindi rallento per rifiatare, mentre Anna si solletica la clitoride con la punta delle dita finché la sento contrarsi in un orgasmo liberatorio. Calmata l’urgenza riprendo a muovermi dentro di lei perché voglio venire anch’io. Sento che l’età mi tradisce e la mia erezione sfuma rapidamente ; provo a concentrarmi, ma non c’è nulla da fare. Anna si rende conto della mia delusione e mi accarezza i fianchi e quando il mio pene, ormai irriconoscibile, scivola fuori dal suo sesso mi distendo al suo fianco. Adesso Anna mi sta vicino, ...
... accarezzando lentamente il mio pene e con la bocca vicino al mio orecchio cerca di rassicurarmi, che ci sarà tempo poi. Siamo stretti l’uno vicino all’altra , ipnotizzati dal volteggiare dei fiocchi di là dal vetro quando siamo distratta da suoni provenire dall’altra parte del muro. Siamo un po’ sorpresi perché pensavamo di essere gli unici ospiti dell’albergo, ma i tonfi ripetuti forse della spalliera che batte sulla parete ci dicono che abbiamo dei vicini molto attivi. Le voci non si distinguono o forse non riusciamo a decifrare mozziconi di parole perché chiaramente non sono italiani, ma i due ci devono dare dentro parecchio. Ci guardiamo negli occhi e sento il mio sesso che cresce nella mano di mia moglie. Anna sorridendo si complimenta; dice che evidentemente il fare l’amore dei nostri vicini mi ha rinvigorito perché adesso ho il cazzo duro e con la mano le ho scoperto il seno. I vicini intanto continuano con vigore, si vede che lui la sta martellando perché si sentono i gemiti e delle parole incomprensibili, ma dal significato che non lascia adito ad interpretazioni. La donna deve essere vicino al parossismo perché sta aumentando la frequenza e l’intensità dei gemiti. Adesso sovrasto Anna, che mi apre le gambe slargando le labbra del suo sesso tra il pollice e l’indice: sono dentro di lei e mi associo al ritmo dei nostri vicini di stanza, finché riesco a venirle dentro. Dall’altra parte del muro sembra invece che non ne abbiamo abbastanza perché continuiamo a sentire lui ...