1. I ciclisti sloveni


    Data: 29/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: pato3

    Fiume Isonzo, venerdì 7 luglio.
    
    Martina ed io stavamo cercando un punto dove poterci fare il bagno completamente nudi, in santa pace, o almeno con della buona compagnia (e non con gente in costume), quando su un sentiero stretto ci imbattemmo in un gruppo di ciclisti sloveni. Erano una quindicina, c'erano anche due donne, piuttosto mascoline a dir la verità. Procedevano a passo d'uomo.
    
    Uno parlava in italiano e ci chiese se eravamo del posto. Rispondemmo di sì e volle sapere se c'era una zona dove poter fare il bagno senza essere visti, dato che erano stanchi morti e non avevano ricambi oltre alle loro sudate tutine acriliche.
    
    'Cascate proprio a fagiolo', pensai. "Potete seguirci", gli dissi. "Anche noi stiamo cercando un punto tranquillo".
    
    "Non abbiamo i costumi noi", ripeté, pensando che Martina non avrebbe voluto vedere la scena di tutti quegli uomini sudati che si rinfrescano le palle al fiume.
    
    "Noi nemmeno ce li abbiamo", risposi. Quello con cui parlavo guardò Martina e lei sorrise.
    
    Facendoci strada verso il posto ideale per sistemarci, parlammo un po' con tre o quattro di loro. Venne fuori che in quel gruppo tre erano fratelli, due erano cugini, gli altri erano amici. Le due donne erano entrambe sposate, ma una non era accompagnata. Martina si accese all'idea di divertirsi con dei fratelli.
    
    Finalmente raggiungemmo un posto decente, anche noi eravamo sudati. Gli sloveni posarono le bici e andarono subito a mettere i piedi nell'acqua fredda. Io e ...
    ... Martina invece posammo gli zaini e ci spogliammo subito.
    
    Completamente nudi, andammo anche noi a mettere i piedi in acqua. Si stava da dio. I ragazzi furono subito attratti da quella giovane ventiquattrenne per niente timida davanti a un gruppo di uomini che andavano dai 40 ai 50.
    
    Pian piano si spogliarono anche loro, donne comprese, senza alcuna timidezza. Solo quelli che si spogliarono subito avevano intenzione di approfondire i rapporti con noi. Le due donne e qualche altro uomo, se ne stavano in disparte, interessati soltanto a rinfrescarsi.
    
    Per Martina era la prima volta con degli slavi, io ne avevo visti parecchi sotto le docce degli spogliatoi di calcio, e sapevo bene cosa aspettarmi. Cazzi grossi e lunghi. Salsicce balcaniche. Per un momento quasi intimidirono la mia fidanzata. Erano cinque, grossi e in cerchio. Parlavano sloveno. Due di questi parlavano in italiano, ma con me, non con lei.
    
    Quattro grosse mani la presero contemporaneamente, due dai seni, una si piazzò col grosso dito medio tra le labbra della figa, e l'altra mano le stringeva una natica. Gli altri avevano le mani sui propri cazzi.
    
    "Bella giovane! Non come quelle là", mi disse uno, indicando le due donne che a una ventina di metri si facevano il bagno, guardandoci.
    
    Iniziò il chiacchiericcio incomprensibile in sloveno. Non ho idea di cosa dissero, ma riconobbi più volte la parola "kurba", che significa puttana.
    
    Lei si inginocchiò, volontariamente, ma fortemente aiutata dalle mani dei ...
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