1. La notte dei cartier


    Data: 29/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    Uno dei miei vizietti erotici è quello di fare sesso nei momenti più complessi e nei luoghi più improbabili.
    
    Quella che sarebbe passata alla (mia) storia come «La notte dei Cartier», in realtà avvenne di giorno, in tarda mattinata, nella pausa caffè di un noioso Consiglio di Amministrazione.
    
    Il CdA, del quale ero presidente, si tenne nella mia sala riunioni. Non era un Consiglio difficile, quanto piuttosto lungo, con un sacco di cose da approvare. Per questo avevo avvisato i consiglieri che verso le 11 avrei disposto una pausa caffè di mezzora, in modo da consentirmi di firmare le pratiche d’ufficio.
    
    Puntuale, mentre nella stanza vicina venivano allestiti caffè, cornetti, succhi di frutta e quant’altro, entrai nel mio ufficio seguito dalla mia segretaria e dal mio primo assistente. Ognuno dei due portava con sé dei faldoni con lettere e documenti da firmare.
    
    Appena entrati, tuttavia, chiusi la porta a chiave e feci appoggiare i faldoni sul tavolo riunioni. I due si rilassarono e io andai alla mia scrivania. Mi sedetti, aprii un cassetto e tirai fuori un pacchetto contenente una scatola imbottita colore rosso vivo.
    
    - Vieni qua, – Dissi ad Antonella, la mia segretaria. – È quello che ti avevo promesso.
    
    Lei aprì il pacchetto tutta eccitata e tirò fuori un Tank Cartier da donna con cinturino turchese. Per la verità era un «Must de Cartier», un magnifico orologio comunque, ma in argento dorato anziché in oro massiccio. Un Must, appunto.
    
    - Ma… me l’hai ...
    ... comperato davvero?! – Esclamò guardandolo.
    
    - Io mantengo le promesse.
    
    - È… è fantastico! – Disse guardandoselo al polso.
    
    - Ti sta benissimo, – convenne Maurizio.
    
    - Sono contento che ti piaccia, – commentai.
    
    - Maurizio – disse allora Antonella, ricordandosi che anche lei si era impegnata in qualcosa in cambio. – Potresti lasciarci soli?
    
    Maurizio fece per andarsene, ma io lo fermai.
    
    - No no, stai qui, Maurizio. – Gli dissi. – Non voglio che pensino male a vederti uscire, lasciando me e la segretaria da soli.
    
    Lui si fermò, indeciso.
    
    - Rimani pure.
    
    – Confermò anche lei
    
    - Fai quello che vuoi, Maurizio. – Aggiunsi. – Noi faremo come se tu non ci fossi.
    
    Antonella trovò eccitante la presenza del collega e venne da me, mettendosi a disposizione. Non c’era mai stato niente tra noi, ma tra una battuta e l’altra eravamo arrivati alla proposta indecente: «Se ti do un Cartier posso fare di te quello che voglio?»
    
    Lei aveva risposto di sì, certa che comunque il Cartier non sarebbe arrivato mai.
    
    - Vieni qua. – Le dissi. – E spogliati. Fa’ in fretta che devo tornare in consiglio tra una ventina di minuti.
    
    Lei si spogliò in un baleno, sotto gli occhi stralunati di Maurizio. Poi venne a portata di mano, della mia mano. Le palpai il culo con intensità, godendomi la sua collaborazione. Il cazzo si mise al lavoro rizzandosi alla grande.
    
    Abbassai i pantaloni.
    
    - Fammi un pompino fino a portarlo alla giusta erezione. – Le ordinai.
    
    Lei cominciò a ...
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