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La notte dei cartier
Data: 29/08/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark
... conferma dal suo sguardo e capii che era ampiamente d’accordo. Provai un comprensibile senso di gioia malvagia, dettata dal senso del potere che avevo esercitato. Non è mia abitudine ottenere risultati con l’oro, ma questa volta – guardando Sara – mi giustificai in lungo e in largo con la massima indulgenza. L’avevo fisicamente apprezzata fin dal primo momento che era arrivata nel mio ufficio, sostenendo che aveva il più bel culo del mondo. Avevo scherzato molto su questo anche con lei e a lei non dispiaceva essere considerata il Numero uno, «divisibile solo per uno e per se stessa». Molte volte, scherzando, avevo negoziato il suo culo in cambio di mille altri benefici, ma il tutto era sempre rimasto nell’ambito dei complimenti. Adesso sembrava giunto il momento di poterne disporre e il mio uccello approvò la situazione anche se creata in maniera così, diciamo, invereconda. La complicità del marito, poi, era la ciliegina sulla torta. In realtà non ci avevo mai provato realmente proprio per non alterare i rapporti di lavoro, che andavano benissimo. Adesso si aprivano nuovi scenari. - Davvero vuoi mostrarmi il culo? – Le dissi, palesando la mia onestà e nascondendo il mio desiderio. - Veramente Maurizio mi ha detto che volevi ben di più… – Sorrise maliziosamente. - Infatti, – dissi cogliendo la palla al balzo. – Ma vorrei cominciare col guardarti il culo. È una cosa che desidero da quando ti ho conosciuta. - Mi avevi assunta per quello, di’ la verità… - ...
... No. Cioè sì… Voglio dire che a parità di capacità avevi… O, al diavolo, sul lavoro vali almeno quanto il tuo culo: la più brava del mondo. - Allora mettiti comodo e stai a vedere…. Io e l’uccello ci mettemmo in posa ad attendere il teatrino. Lei andò da suo marito e, facendo qualcosa che evidentemente avevano concordato, lo abbracciò voluttuosamente al collo girandomi la schiena. Poi lui prese il vestito e pian piano lo sollevò fino a scoprire prima la base delle natiche e poi il suo magnifico culo. Perfettamente ignudo. Bello, alto, sodo, solido, ovale, con le piegoline alla base che sembravano un invito a infilarlo… E la complicità del marito… Io e il mio uccello restammo a bocca aperta di fronte a una scena del genere. Dopo l’eternità di una manciata di secondi, mi alzai in piedi e la raggiunsi. Mentre il marito l’abbracciava soddisfatto, io le palpai il culo a piene mani, Poi le presi le braccia e la girai fino a farmi abbracciare da lei. Si strinse a me. Le palpai nuovamente il culo e la accompagnai alla mia scrivania. Mi abbassai pantaloni e mutande, liberando l’uccello, il quale la voleva con tutte le sue forze. Lei capì e si mise in ginocchio davanti a me. Con uno studiato cerimoniale me lo prese in bocca e cominciò a succhiarmelo con devozione. Poi, contrariamente al mio uccello che voleva restare tra le sue fauci, le presi le mani e la feci alzare, La girai, invitandola a piegarsi a 90 gradi sulla scrivania. Obbedì, mentre il marito ci guardava ...