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Dritto come un treno
Data: 30/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: caos_calmo88
... oppure… - “Mi piace la tua schiettezza… amo le persone dirette e sincere. Anche io non perdo mai troppo tempo, e amo arrivare subito al sodo”. Disse Luca assumendo una posa disinvolta, il tono della sua voce si fece improvvisamente seria e incuriosita. Aveva colto l’attimo, come tutti gli abili uomini di mondo, sapeva che il gioco stava cominciando. In un istante tutto cambiò. Luca cominciò a toccarsi la patta, doveva avere dei boxer molto larghi oppure non portava le mutande, perché a mano a mano che il suo cazzo induriva, vedevo stagliarsi sempre di più la sagoma inconfondibile di un bel batacchio. - “Mettiti qui, accanto a me.” Mi disse Luca con dolcezza, indicandomi il posto libero attiguo al suo. Non mi feci pregare e mi accomodai accanto a lui, nascondendo la mia svogliatezza. Aveva un profumo buonissimo, molto arrapante. Credo fosse di Dior. Presi ad accarezzargli il cazzo che premeva prepotentemente dal pantalone. Duro e grosso, sulle prime pensai che lì sotto nascondesse un dildo molto realistico. Volli sincerarmi e infilai una mano… allentandogli la cintura di Hermes. Era tutto vero. Ed era pure fradicio… annusai le mie dite, che avevano assorbito l’inconfondibile aroma di cazzo. Non portava davvero le mutande, come avevo sospettato. Gli afferrai i coglioni, massaggiandoli. Entrambi non curanti che qualcuno, magari il controllore, potesse entrare nello scompartimento e coglierci in flagrante. Mi baciò con passione, ma uno ...
... scossone del treno ci fece staccare, riportandoci alla realtà. Quel colpo improvviso ricordò a entrambi, presi ormai dall’eccitazione, che non potevamo consumare lì. Dovevamo fermarci subito. - “Scendo con te alla tua fermata e ce andiamo in albergo. Ti va?” Mi chiese Luca. Non sapevo come spiegargli che la pazienza non è tra le mie virtù. Non potevo aspettare, volevo il suo cazzo subito. Di colpò la mia libido tornò alle stelle. C’era il bagno nel nostro convoglio, se così potevo chiamarlo. Una pompa bestiale a quel manzo non gliela toglieva nessuno. Luca non fece grande resistenza, e si fece trascinare nel gabinetto. Era piccolo e angusto, oltre che maleodorante. Lo spinsi di schiena verso il lavabo e gli tirai fuori il cazzo dai pantaloni. Lo presi in mano, pulsava. Lo guardai appena, era molto tosto e duro. In un solo colpo m’infilai la cappella in gola, e poi su e giù di continuo. Lo succhiavo come un ghiacciolo, avidamente. Il bordo del suo glande faceva su e giù tra le mie labbra infuocate. Ero come impazzito, Luca cercava di contenere il godimento che li procuravo, ma stava impazzendo anche lui. Intanto del controllore o di altri passeggeri, nessuna traccia. Per fortuna. Nessuno ci disturbava. Cominciai a ciucciargli le palle, masturbando il suo randello con decisione. - “Fermati! …Mi fai sborrare” Gridò Luca. - “Ssshhh! Abbassa la voce, potrebbero sentirci” Gli dissi. - “Come si fa a trattenersi con una bocca da panico come la tua?” Mi ...