1. Ll compagno di classe di mio figlio


    Data: 02/09/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Raccontando

    ... dicendomi che per nostro figlio nutriva solo un profondo affetto fraterno.
    
    «E’ su di te che mette gli occhi in maniera maliziosa», disse avvicinandosi e baciandomi dolcemente.
    
    «Ma che caspita dici» risposi, ricambiando il bacio. Eppure, dentro di me, qualcosa in quel momento barcollò. Facemmo l’amore come quasi ogni sera eppure quella volta non fu la stessa cosa. Era stata toccata una corda che, fino ad allora, nessuno aveva mai smosso. Provai letteralmente un senso di terrore e cercai di ricacciare indietro quei tumulti d’animo che la supposizione di Elisa aveva provocato. Il risultato fu una notte insonne.
    
    L’indomani Luigi venne a pranzo e cercammo di creare un’atmosfera di assoluta confidenzialità, così come era sempre stato. Ricordai il primo giorno che era da noi per poi fare i compiti con mio figlio. La sua prima immagine fu quella di un bel ragazzino biondino e un po’ timido. Poi lo sport insieme, le gite, la frequentazione reciproca delle rispettive case. I nostri bambini erano diventati degli ometti e di lì a poco avrebbero lasciato il loro nido.
    
    Ma quel giorno Gigi non era solare come al solito. Un velo di tristezza gli copriva il suo bel visino. Diego era impacciato, non sapeva come metterlo a suo agio, temendo che qualsiasi cosa dicesse potesse essere fraintesa.
    
    Per fortuna Elisa prese la parola.
    
    «Gigi, Diego ci ha raccontato tutto». Il ragazzo avvampò e abbassò il capo.
    
    «Stai tranquillo», continuò, «per lui non cambia assolutamente nulla. ...
    ... Ti vuole sempre bene, dagli solo il tempo di abituarsi a questo cambiamento. E per noi è lo stesso. Vero Mario?»
    
    Mia moglie mi tirò in ballo e confermai calorosamente il suo discorso. Solo allora Gigi sollevò lo sguardo sull’amico, e sorrisero. Ci ringraziò e poi, all’invito di mia moglie di mangiare di gusto, l’atmosfera si distese del tutto. Ad un certo momento del pranzo, ci fu un istante in cui intercettai lo sguardo di Gigi. Mi stava guardando in modo strano, intenso. Abbassò nuovamente gli occhi. Mi voltai verso mia moglie che fece un sorrisino malizioso accompagnato da un occhiolino di complicità. Simulai un volto di divertito rimprovero. Eppure non riuscii a togliermi di mente quegli occhi che mi guardavano, ormai ne ero sicuro, bramosi del mio corpo.
    
    Questo pensiero provocò, ahimè, delle strane reazioni. I miei battiti accelerarono di colpo e soprattutto, non fui capace di contenere l’erezione del mio possente membro.
    
    Allontanai ogni idea, ogni immagine che la mia mente fu capace di elaborare e mi concentrai su altro.
    
    A fine pranzo Gigi ci disse che sarebbero andati in Grecia con la sua macchina e mi chiese se poteva portarla in officina nel pomeriggio per dargli una sistemata. Accettai d’impulso, come farebbe qualsiasi buon padre. Fu mia moglie, poi, che, nello sparecchiare, insinuò il sospetto che Luigi volesse trovarmi da solo in officina.
    
    Finsi una risata di scherno, eppure l’idea mi eccitò nuovamente.
    
    Per eliminare da me quelle idee peccaminose ...