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Santino.
Data: 04/09/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet
... qualcosa più di me. Il suo sogno? Uscire e andare a puttane! O scappare e andare nella Legione Straniera, paradossale! Un ossimoro assoluto, pacifista e la Legione. Sergio. Milanese. Pacifista oltranzista senza mezzi termini, pittore e poeta. Magro, gracile. Già mezzo calvo a ventiquattro anni, occhialuto. I suoi gli mandavano in continuazione pacchi viveri con ogni ben di dio! Quelli che gli consegnavano, di quelli spediti dico, li divideva con noi tutti e si mangiava. Buono. Generoso. Idealista. Alex. Oh... Alex era quello che ci rendeva meno dolorosa la prigione, triestino e ne aveva tutte le caratteristiche, mordace, ironico e crudele anche nel suo prendere in giro ma buono e sempre di buon umore. Il suo cognome prevedeva un Von W... qualcosa, era di una vecchia famiglia austroungarica nobile, bellissimo, per quanto ricordi forse il più bell'uomo mai visto. Alto, biondo, occhi azzurri. Per poterlo immaginare? Un Brad Pitt giovane ma con dei tratti di una bellezza classica. Un dio, forse Apollo. Bellezza assoluta. La sua storia? Donne. Autista di un generale si fa la moglie e questo poteva anche andare bene ma quando inizia a scopare anche la figlia, li scoprono, si incazzano tutti con lui e il generale gli fa continuare la ferma in fortezza. Sante. Ah... Santino. Siciliano. Analfabeta. Marinaio di barche da pesca. Lo avevano imbarcato come mozzo in età d'asilo e non era più sceso dalla barca. Tenero. Dolce. Accomodante. Non era mai andato a scuola, dite che è ...
... incredibile nel nostro paese? Sicuri? Non sapeva neanche firmare con il proprio nome. Un giorno mentre sbarcava le cassette di pesce, arrivarono i Cerberi. Chiesero se era lui e lo portarono direttamente qui. Senza famiglia. Senza nessuno. Bello, una bellezza mediterranea, anche femminea nelle sue lunghe ciglia. Pelle scura. Piccolo. Gli volevamo bene. Servizievole. Sempre pronto a sollevarti da qualche incombenza. Ah, aveva un difetto. Micidiale, la notte non era possibile uscire naturalmente, per le necessità corporali c'era un bugliolo in un angolo e un secchio d'acqua. Beh... quando cacava lui era impossibile resistere. Una puzza incredibile, riusciva a svegliarci tutti! Ed era un correre alla finestra, spalancarla e boccheggiare e maledirlo di continuo. Ah... nessuno cacava come lui. Ad un certo punto però cambia, parlo di Santino. Non ha più la sua allegria, prima era come avere un uccello canterino in cella con noi, un continuo ciarlare allegro, adesso è cupo, immusonito, risponde a stento, non mangia. Una delle cose che devi imparare subito in prigione è farsi i cazzi propri. Devi solo pararti il culo. Chiudere occhi e orecchie. Galleggiare. Ma come non accorgersi che quasi ogni notte qualcuno apre la porta della cella e Santino esce? E torna a quasi mattina appena prima del primo appello? Se hai occhi le vedi le cose, quello che non vedi lo intuisci. C'è qualcuno dei guardiani che lo incula. Lo fa uscire, lo incula poi lo rimette in gabbia. Santino è debole. Santino è troppo ...