1. Santino.


    Data: 04/09/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    ... debole e un giorno si immagina davvero di essere l'uccello canterino che pensava di essere e vuole librarsi nell'aria e tornare al suo mare. Va quindi sulle mura della fortezza e si lancia. Solo che non sa volare e si schianta sull'asfalto. C'è una regola. Tutto deve essere tacitato. Nessuna inchiesta. Santino non si è ucciso, è morto per un tragico incidente, basta così, ieri c'era, oggi non c'è più sul brogliaccio dei presenti. Non ha neanche parenti da avvisare. La sera. Io, Giuliano e Alex. Escludiamo Sergio. Troppo buono, troppo sensibile. Noi no, non lo siamo. Noi siamo incazzati. Noi siamo vendicativi. Ci hanno reso feroci come volevano renderci. Chi era? Il capo guardie, un sottufficiale a fine carriera, brutale e volgare come nessuno. Grasso. Osceno. Brutto. Cattivo. Dobbiamo essere sicuri di due cose, usare una notte dove sicuramente non ci saranno controlli in cella o chiamate collettive al piazzale. Sergio lavora nell'ufficio del comandante in seconda, può vedere il programma. Ci indica una notte. Ci deve coprire. Questo lo farà, partecipare no. La sera dopo cena, dopo l'appello serale, anziché ritirarci nella cella ci nascondiamo nel magazzino coperte dove lavora Giuliano. Aspettiamo. Aspettiamo che tutto si addormenti. Che ci siano nei lunghi corridoi e per le scale solo le luci di emergenza. Arriviamo davanti alla porta, bussiamo. -Un fonogramma urgente!- Lui apre brontolando, poi? Abbiamo cercato di insegnare anche a lui a volare, ma era un cattivo volatore. Cercava di battere le braccia come fossero ali mentre cadeva... Ricordate la regola? Tutto deve essere tacitato. Altro incidente, nessuno deve collegare le due morti. E così fu. Arrivò man mano il momento della liberazione. Giuliano? Andò a puttane come era il suo sogno continuo. Alex a Trieste. Sergio? A Milano a dipingere i suoi strani quadri. Io sulla strada. Santino, se esistesse un paradiso e non c'è... sarebbe lì. Per le creature senza colpa.
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