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LA FIGLIA ZOKKOLA DEI VICINI
Data: 05/09/2020, Categorie: Etero Autore: nikypoxpox
Quella ragazzetta non aveva mai particolarmente attirato le mie attenzioni. La figlia maggiore dei miei vicini era infatti una signorina molto taciturna e riservata che a malapena ti degnava di uno sguardo quando ti incrociava sulla tromba delle scale. Delle volte addirittura manco ti salutava e guardava per terra con le cuffiette della musica conficcate nelle orecchie. Trattasi di una ragazza bionda e carina, alta e slanciata ma molto sulle sue. L'antitesi della giovialita' fatta a persona. Col passare del tempo avevo notato che pian piano, alle fattezze adolescenziali poco marcate, stava lasciando il posto un fisico molto bello e forme sinuose. Il brutto anatroccolo stava diventando uno splendido cigno. Nel corso dei mesi questa transizione stava assumendo toni sempre più marcati. La incrociai per sul portoncino del condominio il giorno in cui andava con gli amici a festeggiare il diciottesimo compleanno; era tutta in ghingheri, bellissima, impossibile rimanere insensibili. Con l'arrivo della bella stagione la ragazza comincia a mostrare le nudità e a mettere in mostra il suo corpo da urlo. Era logico che il marciapiede davanti il nostro stabile fosse sempre affollato di nugoli di ragazzotti arrapati che sbavavano per lei. Un giorno la incrociai nei vano cantine mentre scendeva dalla sua bici e potei testare la sua bellezza sconvolgente rimanendone folgorato. La guardai attonito e lei mi lanciò una sottospecie di sorriso, sebbene molto fugace. Un paio di giorni dopo, ...
... tornando da uno dei miei giri in bici da corsa con gli amici, la ritrovai nella sua cantina indaffarata a districarsi in un disordine colossale. Rimase molto colpita dal mio fisico e dalle mie gambe muscolose, messe in evidenza dal completo aderente e soffermo' il suo interesse sulla zona pelvica. Le domandai se andasse tutto bene e ,imbarazzatissima, fece goffamente cadere il motorino della sorella e due scatoloni. Alcuni giorni dopo, avvolti dalla canicola estiva, ci becchiamo dinanzi il gelataio del nostro rione. Diciamo che i suoi abiti lasciano poco all'immaginazione e la guardo con un po' di morbosità. Lei nota le mie attenzioni e mi sorride dolcemente. Le sue amiche che la accompagnano confabulano impertinenti prendendola in giro e lei arrosisce come un peperone intimando loro di smettere in malomodo. Capisco che la ragazza è come una bottiglia di spumante, basta fare saltare il tappo e fuoriesce tutto il liquido. Un giorno ci rivediamo in cantina mentre parcheggia la sua bici nella rastrelliera comune; la saluto cordialmente e le domando come va con gli studi. Lei imbarazzata mi risponde che va bene e sta preparando la maturità, balbettando ogni tanto. Dopo essersi congedata in fretta e furia e in modo un poco goffo, la lascio andare e verifico che in giro non ci sia anima viva. Annuso il sellino su cui fino poc'anzi aveva appoggiato la sua passerina innocente e ne rimango inebriato. Comincio a masturbarmi e, strusciando il cazzo sul sellino, poco dopo ci eiaculo ...