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Bocca a bocca
Data: 06/09/2020, Categorie: Etero Autore: carisbo
... serata» «Credo proprio di si», rise. Usciti dall’albergo per una rapida fumata nel gelo notturno mi stupì con una domanda personale; non avevamo mai fatto discorsi personali, a dire la verità non avevamo mai parlato molto di niente altro che non fosse l’attualità. «Hai mai fatto una cosa a tre?» «Con due donne intendi?» «Intendo a tre in generale» «No», risposi ma non avrei voluto farlo. «Qualche anno fa una mia amica mi propose di passare la serata con lei e il marito, compivano 25 anni di matrimonio e voleva fargli un regalo speciale» «E tu eri il regalo?» «In un certo senso» Silenzio. «Sai quale è il problema con due donne e un uomo?», riprese improvvisamente, «Che c’è un solo uomo», spense la sigaretta nel posacenere esterno a fungo, «Se le due donne non sono neppure un po’ lesbiche viene male, il tutto si riduce più o meno a fare i turni» Silenzio. «Stai dicendo che con due uomini sarebbe più eccitante?» «Per una donna eterosessuale come me sicuramente» «Stai cercando di dirmi qualcosa» «Se lo proponessi cosa diresti?» «Vuoi fare una cosa a tre con il tizio di prima?» Silenzio. «Non mi sono mai trovato a mio agio con gli uomini nudi ma non voglio rubarti questa fantasia, se vuoi possiamo provarci, ma non garantisco nulla» Mi guardò con un sorriso raggiante. Un’ora dopo mi trovavo nudo, sdraiato accanto ad un altro uomo nudo, lei altrettanto nuda in ginocchio davanti a noi teneva in mano entrambe le nostre ...
... erezioni accarezzandole lievemente e con aria perplessa disse: «Non so da dove cominciare». Dopo un quarto d’ora lei era in ginocchio sulla poltrona a spompinarmi mentre me ne stavo in piedi dietro lo schienale e osservavo con una certa apprensione lo sconosciuto che se la scopava energicamente a pecorina. Dopo un altro quarto d’ora mi trovai in qualche modo escluso dal gioco, loro erano sul letto, lei sopra di lui che la abbracciava o meglio teneva avvinghiata mentre affondava i colpi dal basso, sembrava eterno, sembrava dovesse durare per sempre, in piedi in mezzo alla stanza non sapevo cosa fare, ebbi l’impressione che si fosse dimenticata di me. Andai in bagno e mi guardai allo specchio, patetico, nudo, con un po’ di pancetta flaccida e una timida erezione annoiata. Sul marmo del lavandino c’era una sua scatola di crema idratante, la aprii, era morbida, vellutata, la passai tra le dita e sparì, non era untuosa, era setosa, mi guardai nuovamente allo specchio e come quella prima sera in macchina mi dissi: «Perché no?». Tornai in camera, mi inginocchia dietro di lei, infilai due dita nella crema, un attimo di titubanza e le passai nello spacco tra le natiche, sfiorandole appena l’ano, mi sembrò di udire un impercettibile gemito, continuai e dopo un paio di minuti, non senza apprensione, provai a far scivolare un dito nell’ingresso posteriore, questa volta sentii distintamente il gemito, infilai anche un secondo dito, un altro gemito. Presi la decisione, ...