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Bocca a bocca
Data: 06/09/2020, Categorie: Etero Autore: carisbo
... infilai il pene nella scatola di crema, fino in fondo, lo tirai fuori, lo afferrai alla base, lo puntai sul buco, chiusi gli occhi e lo spinsi dentro. Ottenni un sussulto e un rantolo. Rimasi fermo diversi secondi poi iniziai a muovermi lentamente, poi con più decisione, le afferrai i glutei cercando di imitare quel tizio che stava sotto di lei, riuscii a prendere il ritmo e a fatica andammo in sincrono, lui davanti e io dietro. I gemiti divennero ben udibili e sincronizzati con i miei movimenti, in quel momento mi resi conto di non sentire quasi nulla, forse avevo esagerato con la crema o ero talmente concentrato che il mio amico si era trasformato in una sorta di tubo insensibile, non so quanto andai avanti ma improvvisamente lei piantò le braccia sul letto, alcuni suoni gutturali furono immediatamente seguiti da un brivido e sentii le contrazioni iniziare, spinsi più rapidamente e a fondo fin quando con un rapidissimo e acuto sibilo si lasciò cadere come una bambola spenta, ci fermammo entrambi e dopo qualche secondo con un filo di voce la udimmo dire: «Uscite». Si stese sul letto ansimante osservandoci, si sistemò i cuscini dietro la schiena, prese i seni nelle mani e ce li offrì: «Qui, venite qui». Lo sconosciuto si inginocchiò sopra di lei, afferrò il suo pene e con pochi colpì le ricoprì il seno destro di una notevole quantità di sperma, lei mi fissò e con gli occhi indicò il seno sinistro, mi impegnai e infine anche io riuscii a darle ciò che ...
... chiedeva. Si osservò, si alzò in ginocchio tenendoli ben sollevati e ordinò: «Metteteci la faccia !», lo sconosciuto mi guardò e io guardai lui, chiusi gli occhi e ubbidii, senti l’umido appiccicoso sul naso e sulla fronte, sentii la sua mano dietro la mia testa che mi spingeva verso di se e quando riuscii ad allontanarmi e riaprii gli occhi vidi lo scintillio nei suoi, mi girai e nuovamente vidi lo sconosciuto fissarmi con la faccia piena del suo stesso sperma, come lui vide la mia nelle stesse condizioni. Non ho grande memoria di ciò che accadde dopo, mi svegliai con una flebile luce che filtrava dalle tende, lei dormiva con la faccia affondata nella mia ascella destra, fu una strana sensazione, era la prima volta che ci svegliavamo nello stesso letto, ero sempre sgattaiolato via subito dopo, lei stessa mi disse subito: «Prima di addormentarti vattene, la mattina voglio svegliarmi da sola». Aspettai. Si svegliò stiracchiandosi, aprì gli occhi e mi vide, mi omaggiò di un sorriso, parlò con voce assonnata, «Avevi mai fatto anale?» mi chiese a bruciapelo, nuovamente come la sera prima avrei voluto non rispondere ma lo feci, «No». «Neppure io» e nel dirlo mi accarezzò il petto baciandomi una spalla, fece scivolare una mano sotto il lenzuolo, mi accarezzò i peli del pube, tirò via il lenzuolo, mi sorrise, l’erezione mattutina era in pieno vigore, scivolò verso di essa, lo baciò, mi strizzò i testicoli, li leccò, poi scese più in basso e sentii la sua lingua sul mio ano, un ...