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Ciack si gira! (il film hard-core) - quinta parte
Data: 08/09/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark
(Consiglio di leggere la puntata precedene) 10. LA SETTIMANA BIANCA. La prima della settimana bianca fu la signora Jennifer Kurdess, che si presentò a casa mia verso le undici di quella stessa sera, dopo aver fatto rintanare quasi tutta la servitù. Si comportava come se fosse a casa sua, d’altronde era difficile darle torto. - Non mi sarei aspettato che mi volessi così presto – le dissi, fingendomi particolarmente lusingato della sua presenza. - Senti – rispose salendo al piano superiore lasciando lungo la strada i suoi vestiti. – Non mi interessano i preliminari. Voglio che mi monti con la massima applicazione. Sfodera tutta la fantasia che ti ritrovi. Ti dico solo che se vuoi avere Isabel come prima attrice comprimaria devi farmi venire almeno un paio di volte. Non mi sentivo particolarmente a mio agio, non avevo mai fatto il gigolò. E non avrei mai voluto farlo. Tuttavia non trovai di meglio da fare che assecondarla e senza dire nulla la seguii nella mia stanza. Lei si sdraiò sul letto e si godette il mio spogliarello che durò dai tre ai cinque secondi al massimo. Fortunatamente il mio pene si era elevato in quegli attimi e la vidi osservarmi con una certa avidità. Mi si indurò di più. Mi piegai su di lei e la baciai. Lei, senza attendere un minuto, me lo prese con una mano. Allora mi misi sopra di lei. Lei si schiuse ed io cercai con il pene la strada del suo sesso. Jennifer seppe guidarmelo bene e le scivolai dentro come un coltello caldo nel ...
... burro. Era eccitata da morire. Il pene arrivò a fine corsa restando fuori qualche centimetro, d’altronde sapevo di averlo più grosso e lungo della media. - Sbattimi. – mi ordinò infilandomi la lingua nell’orecchio. Era evidente che traeva piacere ricevendo colpi del glande sull’utero, a fine cporsa della vagina, sicché iniziai a sbatterla nel vero senso della parola. Dopo i primi colpi iniziò a gemere, ripetendo ancora… ancora… Ero sulla buona strada. Ogni volta il suo corpo aveva un fremito e la cosa mi spingeva ad aumentare la forza. Non ci vollero più di cinque minuti prima che venisse una prima volta e, data la situazione, ero certo per una volta che non si fosse trattato di un finto orgasmo. A questo punto mi misi in ginocchio, le presi le gambe e me le appoggiai sopra le spalle. Le afferrai le caviglie e le stesi le gambe in alto, sbattendola così, violentemente, per qualche minuto. Il mio pene svolgeva il proprio lavoro e lei aveva perso la volontà di dirigere il gioco. Aveva capito che le cose andavano bene da sole. Sempre restando in ginocchio, la ruotai sulla mia destra; le allungai la gamba sinistra tra le mie ginocchia; presi l’altra e la tenni raccolta al suo ventre. In quel modo stavo seduto sulla sua coscia sinistra, tenendo tra le mie il culo e la sua coscia destra. La sbattei anche in quella posizione, notando il fatto che quando la penetravo sollevava un po’ il bacino per godersi meglio della mia penetrazione. Sbattevo e risbattevo. Allora le ...