-
Mia cugina Fanny, (1)
Data: 08/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Tibet
Mia cugina Fanny. Devo molta riconoscenza a mia cugina Fanny. Mi ha aiutato molto nelle mie vicissitudini. Però dire che siamo legatissimi anche ora che sono adulto sarebbe forse un po' esagerato, viviamo lontani e non possiamo vederci con la frequenza desiderata. Ecco... diciamo che però abbiamo un rapporto particolare, molto particolare. Di affetto, di sesso e di... ricordi. I ricordi... i nostri ricordi. Avevo poco più di diciassette anni quando i miei genitori si lasciarono e non fu una cosa pacifica, litigi e percosse, poi la fuga di mamma senza far sapere dove va e papà che pure lui lascia casa e sparisce. Un vero fulmine a ciel sereno, mamma tutta casa e chiesa che scappa con un uomo? Papà che si dilegua? E io... che resto solo. Fanny... allora maggiore di me di dieci anni e già sposata mi accoglie in casa sua per diversi mesi. Non so per quale inspiegabile ragione ma tutto questo trambusto mi aveva causato una eruzione cutanea sul collo, che partiva dalla nuca e si irradiava sulla schiena e in parte sul viso. Ogni intervento, pomate e pastrocchi vari non sortivano nessun effetto migliorativo e io stavo di merda... Questo lo ricordiamo assieme, Fanny e io, ora... a distanza di tempo, siamo sul terrazzo di casa sua, suo marito e il loro figlio di otto anni in questa notte senza luna stanno osservando il cielo con il telescopio, studiano gli anelli di Saturno. E' lei a richiamare quella cosa... ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ -Ricordi quei mesi... a casa nostra? -Si... ...
... anche se il ricordo è come velato dal tempo, ho una specie di cortina davanti... -Vuoi sapere come ci arrivai... di come convinsi Carlo? -Si... -Te lo racconto... io ho ancora tutto nitido... è una bellissima cosa... ma lo faccio a modo mio, lo racconto come se lo scrivessi... tanto dovremo star qui un paio d'ore, forse più... ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Fanny... Fino a che limite può arrivare la voglia di far del bene prima di passare i cosiddetti limiti? I limiti stabiliti da chi e da che cosa? Dalla morale comune? Dalle convenzioni sociali del momento? Non lo so e non mi interessa... ecco cosa accadde in quella circostanza. “Carlo, hai visto il viso di L.? E’ proprio un disastro…”. “Anche questa cura non funziona, certo che quei dermatologi si fanno pagare profumatamente e non capiscono un cazzo di niente…”. “E’ che il ragazzo soffre… si è completamente isolato, ha allontanato tutti gli amici che aveva, a scuola il suo rendimento è scaduto ed è di un umore terribile, penso che dovremo farlo vedere da uno psicanalista…”. “Aspettiamo un po’, quella eruzione cutanea è un problema passeggero, psicologico, da un giorno all’altro può scomparire…”. “No, non possiamo stare ad aspettare che il problema si risolva da solo, abbiamo delle responsabilità verso di lui visto che l'abbiamo accolto in casa, dobbiamo fare qualcosa”. Nei giorni seguenti vado in rete, dove si trova di tutto, alla fine scopro qualcosa di interessante, testimonianze di studenti e studentesse americane, la cosa mi ...