-
Io, roberta e un bel negro
Data: 11/09/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: pato3
... mostrandosi in tutta quella fisicità che già mi aveva colpito all’università. Io nel frattempo toglievo la camicetta di Roberta, lasciandola in reggiseno. Era un po’ nervosa e sentiva freddo. Quel freddo che si prova prima di una prima volta eccitante. Lei si avvicinò al corpo di Jordan e lo sfiorò con la mano gelida. Lui gliela prese e se la posò sul petto, i capezzoli di lui diventarono duri. Quelli di lei lo erano già. Sganciai il reggiseno e la lasciai con le sue tette e i capezzoli turgidi liberi di essere ammirati e poi toccati. Prima da me, poi finalmente dal mio amico. Istintivamente si baciarono e io baciai il collo di Roberta. Il divano divenne improvvisamente troppo stretto e ce ne andammo tutti e tre, travolti dalla passione, verso la camera da letto. “Adesso ti facciamo uno spettacolino che sicuramente ti piacerà”, disse Jordan. Iniziò a sbottonarmi la camicia e lasciò il mio corpo atletico (ma mai come il suo) alla vista della mia fidanzata. Eravamo entrambi a petto nudo. Poi mi sfilò i pantaloni e lo stesso feci io con lui. “Ora vorrei che le mutande non me le togliesse lui”. Così Roberta si avvicinò; immediatamente le presi le mani come ad impedirglielo e le sussurrai: “con la bocca, amore”. Prese con i denti l’elastico delle mutande che andavano gonfiandosi e le sfilò. Nel toglierle, il cazzo le sbatté in faccia. Ridemmo, ma non ci facemmo distrarre. Lo prese subito in bocca, mentre io ancora le tenevo le mani baciandola sulle spalle. La lasciai ...
... libera di sbattergli il cazzo con le mani mentre lo teneva saldamente in bocca e andai a togliere le mutande al mio amico, perché erano rimaste a metà gamba. A quel punto lui spinse delicatamente Roberta verso il centro del letto, dove la fece sdraiare e continuò a starle in bocca. Ovviamente era impossibile far sparire quel cazzo enorme dentro la bocca, ma da sopra provava a spingere un po’, senza forzare. Io nel frattempo, mentre mi godevo la scena da dietro, con quel culo statuario vicino alla faccia, sfilavo i leggins di Roberta. Dopodiché tolsi anche le mutande. Infine mi liberai dell’intimo anche io. Mi misi a leccare la figa e con una mano le stimolavo il clitoride, cosa che ovviamente la faceva partire verso un’eccitazione incontrollabile, e con l’altra mano mi masturbavo. Avevo la vista perfetta, figa in faccia, poi le tette di lei, sovrastate dalle gambe muscolose di lui e le sue palle e il cazzo che facevano su e giù per godere nella bocca della mia donna. “Ti amo”, le dissi. “Anche io”, provò a dire, con la bocca piena. A quel punto ero attratto da due cose. La prima era la figa della mia ragazza. Le entrai dentro. Anche se quella serata era per Jordan, nulla mi impediva di fare la mia parte. E poi sapevo bene che i pompini di Roberta valeva la pena di goderseli. La seconda cosa che mi attirava era il bel culo del mio amico. Così, con la scusa di allungarmi verso di lui per scopare lei, iniziai a leccargli l’ano. Sapevo bene quanto gli piaceva. Non volevo ...