1. Lorraine


    Data: 14/09/2020, Categorie: Etero Autore: mudcrawler6

    Lorraine era altolocata, ricca di famiglia ma sorprendentemente alla mano una volta presa fuori dal suo ambiente. Era una ricca sfondata ma riusciva in qualche modo a non darmi fastidio, probabilmente perché usava i soldi di famiglia solo come copertura e lavorava tutti i giorni con una gran passione ed era molto brava ad avere a che fare con la gente. Non a caso faceva l’agente per un’etichetta discografica piuttosto grossa. Ci siamo conosciuti al release party del disco di un suo artista a cui avevo lavorato anch’io e sul momento non mi ha fatto una grande impressione, vestita tiratissima per l’occasione con degli orecchini che abbagliavano, io in jeans e felpa (tanto i musicisti nell’ambiente musicale sono quelli che contano meno di tutti e nessuno si fila, in caso non lo sappiate) le ho stretto la mano per dovere, guardandola a malapena in faccia. Devo imparare a non essere razzista coi ricchi, a volte possono tornare utili.
    
    Ad ogni modo, serata di una noia mostruosa, tutto è finto, dal cibo insapore alle facce incolori alla musica di merda a cui avevo a malincuore partecipato per purissimi motivi economici (alla fine siamo tutti puttane in qualche modo), bevo qualche bicchiere di spumante e mi ritrovo come al solito da solo in un angolo ad osservare la fauna. Mi distraggo a guardare il piano a gran coda che fa la sua bella figura dall’altra parte della stanza, tra poco verrà molestato da qualcuno per celebrare il nuovo parto “””artistico”””, mi sorprende una voce ...
    ... alle mie spalle, chiede se qualcosa non vada bene e dice il mio nome; in una frazione di secondo penso a chi possa conoscere il mio nome in quella stanza, il totale fa 4 persone e sono abbastanza sicuro che nessuno di loro abbia la voce di una donna e metta un profumo al muschio bianco ma potrei sbagliarmi. Infatti mi sbaglio, è lei, ci hanno presentati un quarto d’ora prima e lei si ricorda il mio nome, io fatico a ricordare la sua faccia. Bluffo sviando, parliamo del disco in toni molto generici, mi pare di capire che pure lei non ne sia particolarmente entusiasta, chiede se gradisco altro vino, quando mai ho detto di no; andiamo insieme verso le bottiglie aperte, ci versiamo due calici di Chateauneuf (tanto per soffrire un po’) e mi invita a fumare una sigaretta sul balcone al piano di sopra. Le dico che ho smesso ma l’accompagno volentieri, almeno non sono costretto a vedere le facce di quella gente, a sentire le loro orrende battute che sono sempre le stesse, il loro far finta di non essere buzzurri.
    
    Fino a quel momento avevo dato per scontato che la location, una grossa villa a nord di Monza, fosse stata affittata dall’etichetta per la festa; adesso mentre lei parla e mi conduce su per le scale mi rendo conto che non è così, questa è casa della famiglia di Lorraine, lei ci vive. Quando realizzo vengo un po’ sopraffatto e mi passa un po’ la voglia di fare compagnia ad una scopainculo che mi vede come… boh, non lo so come mi vede e non so se mi interessa saperlo ma il ...
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