1. Uniforme e profumo


    Data: 14/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Alba6990

    ... alieni fossero arrivati sulla Terra per prelevarle l’auto, l’assicurazione l’avrebbe coperta! L’imbecille uscì dalla porta guardandola in cagnesco. “Prego, signora, si accomodi.” Sara voltò la testa verso la voce che l’aveva chiamata. Il carabiniere che aveva di fronte non era molto bello: calvo, con la testa tonda e gli occhietti piccoli e infossati, le narici grandi e una bocca piccola. Le ricordava il bibliotecario di quella puntata di “Piccoli Brividi”...come si chiamava? “Al mostro! Al mostro!”? Una cosa del genere. Si alzò dalla non proprio comoda sedia della saletta di attesa ed entrò nell’ufficio. Un profumo intenso le investì le narici. Cavolo...era buonissimo! Sara non sapeva ben definirlo, sembrava uno di quei profumi da uomo costosi che ricordano le flagranze floreali. Era davvero forte, ma non nauseabondo, anzi! Doveva essere il profumo del carabiniere che l’aveva chiamata, perché nel piccolo ufficio non c’era traccia di alcun diffusore. Si sedette alla scrivania: “Bene, signora. Può mostrarmi la sua patente e dirmi ciò che è accaduto?” Sara cominciò a raccontare i fatti, ma nel frattempo quel profumo le riempiva il setto nasale. Quasi senza accorgersi, aveva allargato le narici per respirarne di più. Era così buono da arrivarle quasi alla testa. “Bene, signora. Ho bisogno che mi compili questo modulo.” Il carabiniere tirò fuori da un cassetto della scrivania un foglio che porse a Sara. “Le spiego: deve compilare con nome e cognome, residenza, numero di telefono, ...
    ... targa del veicolo...” Sara non stava ascoltando. L’uomo aveva allungato il braccio verso di lei per indicarle i vari spazi da compilare, indicandoli con una penna. Il profumo le era arrivato ancora di più addosso. Evidentemente se l’era spruzzato soprattutto sull’uniforme. Sara si sorprese ad osservargli le dita. Lunghe e affusolate, quasi femminili. Le unghie tonde e curate, poca peluria, non troppo ruvide. Inconsciamente pensò che le sarebbe piaciuto intrecciare quelle dita con le sue. Accarezzandole e giocandoci. Mani del genere, pensò, sono sicuramente molto delicate quando si tratta di toccare qualcosa. “Capito tutto?” “Eh? Ah sì, certo, grazie.” Sara si destò dal suo mondo incantato e osservò il modulo. Non era poi così difficile, pensava di essersi persa qualcosa di importante. Cominciò a riempire gli spazi vuoti e si ritrovò ad immaginare quella penna tra le dita dell’uomo. Nella sua mente, la rigirava in continuazione, scriveva appunti di ogni tipo. Pensò che al posto dell’inchiostro ci fosse il profumo che sentiva sulla sua pelle. Profumo di maschio. Profumo di uomo. E quel profumo assumeva la forma di un uomo affascinante in uniforme da carabiniere. Faccia sfumata, capelli indefiniti, tratti inesistenti. Solo il profumo, le sue mani e la sua uniforme. Mani che accarezzavano delicatamente il suo corpo. Mani fatte di profumo. Una dolce coccola con un uomo fatto di essenza. Forse perché era ancora vergine, nonostante i ventotto anni, pensava al sesso come un rapporto ...