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Un giorno quasi normale
Data: 26/09/2020, Categorie: Etero Autore: pierpatty6151
É l'alba! I Tir ripartono per lunghi viaggi! Mentre io ho quasi finito la notturna gincana cittadina, di consegna Quotidiani. Sarà la sonnolenta serenità di aver finito, ma adoro in modo particolare quest'ultimo viale; che come tutte le albe sta sfilandomi davanti, con i suoi solitari gialli lampioni. Raramente, c'è qualche infreddolita "signorina", in attesa d'improbabili assonnati clienti! Finalmente tiro il freno a mano, sotto casa! Con l'ultimissimo pacchetto di giornali sotto braccio, mi avvio al barretto del Renato, già assaporando il mio solito caldo cappuccino; corredato di briosce al cioccolato. - Buon giorno! Renato! Tutto bene?...Come te la passi? - Buon giorno, un accidenti! Continuo a passare le notti qui con tante spese e poco incasso! Guarda quella è lì da mezzanotte e non ha consumato un accidenti di niente!....e non la posso mandarla via! Mordicchio la brioscia, e svogliatamente giro lo sguardo vero l'angolo opposto del piccolo locale. Vedo un capellaccio che sormonta dei neri capelli, seminascosti dal bavero di un capottone che nasconde quasi del tutto il viso. Seduta sonnecchia, abbracciata allo scrostato calorifero. Che tristezza! Un essere mano che si è abbandonata nel nulla! - Renato!! Che fa lì..quella tipa? - E che ne so!!! quando ho aperto, era sullo scalino!...Si è spostata lì; non ha detto una parola! Boh che strana gente! - Le hai dato qualcosa da bere e da mangiare!! - Vuoi scherzare!!....non vedi come è conciata! ...
... Se la giri non cade un centesimo!! Deve già ringraziarmi per averla ospitata tutta la notte, al caldo!! - Lasciamo perdere!.... preparale cappuccino e briosce, li pago io! - Se paghi tu.. ok....ma viene lei a prenderselo. - Ok! Che gran rompi che sei... Ci penso io!! Avvicinandomi, con il traballante vassoietto, quell'immobile esserino indifeso; mi sento salire una sorta di pena frammista a tenerezza. Richiamo la sua attenzione! Lei sembra risvegliarsi alzando il viso, scopre dolci occhi, segnati da stanchezza e vecchie lacrime. É un timido cerbiatto impaurito. Le spunta un sobrio sorriso di gratitudine, frammisto a molta vergogna per la non abituale situazione. Abbassa gli occhi, accettando l'offerta! In silenzio, aspetto che finisca di mangiare. I suoi movimenti confermano l'assoluta casualità e disagio della sua disperata situazione notturna. Non le chiedo nulla sulle motivazioni, sulle cause, sulle persone che l'hanno ridotta così! Mi sembrerebbe di infierire sulle sue ferite interiori e comunque personali. Tuttavia non sono capace di lasciarla abbandonata a se stessa! E senza pensare a quello che facevo. Le chiedo se sa a chi rivolgersi; se sa dove andare a dormire; se è della città! Non risponde! Non parla! Mi guarda con occhioni tristi, dubbiosi, impauriti! Sembra stupita che qualcuno le stia tendendole una mano! Con un filo di voce mi dice: - Non ho nulla e nessuno che mi aspetta la fuori! - Senti..io abito solo qui vicino! Se vuoi ...