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E giulio si senti' sfondare il suo culetto vergine
Data: 27/09/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales
... testa e lui non mi badò più di tanto fin quando, quasi sussurrando, non gli chiesi se poteva darmi dei biglietti. Ancora adesso non so perché lo feci. Sapevo benissimo cosa avrei dovuto fare ma… lo feci ugualmente. Lui mi guardò con molta attenzione e mi chiese quanti anni avessi. Gli dissi diciotto ma non ci credeva, anche perché allora ne dimostravo si e no quattordici. Volle vedere un documento e solo allora mi chiese quanti biglietti volevo e vedendo che non risposi fu decisamente più chiaro, ricordandomi che me ne dava dieci se usavo le mani, venti se facevo un pompino e cinquanta per la scopata. “Scegli cosa ti va di fare, a me piace tutto e poi con te è la prima volta.” Pensai che dovevo andar via ma non mi mossi da li e bisbigliai, guardando in basso, che avrei usato le mani. “Bene, vieni.” Forse scappare sarebbe stata la scelta giusta, ma non lo feci e lo seguii dietro la tenda. Si appoggiò al ripiano come aveva fatto tre giorni prima e si abbassò i pantaloni. Restai fermo vicino alla porta ma poi mi avvicinai e lo presi in mano. Era caldo e umido. Mi tirò al suo fianco dicendomi che così riuscivo a tenerlo meglio e cominciai a muovere la mano. Era grosso e mi accorsi che diventava sempre più duro. Continuai a masturbarlo per tantissimo tempo, almeno così mi sembrò, con il polso che cominciò a farmi male. Lui non mi disse niente, mi lasciò fare finché lo condussi al traguardo. Mi accorsi che stava arrivando perché lo senti ancora più duro e perché mi strinse la mano ...
... con la sua come per completare al meglio quello che stavo facendo. Ansimò appena appena, non come aveva fatto l'altra volta e mi lasciò la mano dopo che fece uscire anche l'ultima goccia. La sentivo impiastricciata ed ero completamente sudato. Lui se ne andò. Mi diede dieci biglietti più altri dieci perché era la prima volta che gli facevo qualcosa. Non dissi niente mentre lui mi chiese di ritornare, magari con Giacomo. Abbassai lo sguardo e me ne andai. Pensai che non mi avrebbe mai più visto, ma mi sbagliavo. Ci tornai, da solo, il pomeriggio successivo. Qualcosa dentro di me mi diceva che ci dovevo andare. E così feci. Accettai di farlo con la bocca e tutto si svolse come il giorno prima. Mi fece inginocchiare e mi chiese di leccarlo. Mi accorsi che c'era del pelo dappertutto e che l'odore che sentivo non mi piaceva. Mi ritrovai subito dei peli in bocca e cominciai a togliermeli dalla lingua. Mi disse di tirarli via tutti subito perché non gli piaceva che mi fermassi per farlo. In quella penombra, con attenzione, tolsi tutti quelli che vedevo ma, così facendo lo feci crescere e, visto da così vicino mi sembrò enorme. Feci fatica a metterlo in bocca come ne feci nel leccare in mezzo a tutto quel pelo. Ad un certo punto mi strinse forte la testa con le mani con la scusa di insegnarmi a farlo bene e cominciò a spingermelo sempre più in fondo. Mi diede fastidio e ci volle diverso tempo prima di smettere di tossire per quel cazzo che mi dava fastidio in gola. Lui mi dava ...