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Oblivion
Data: 29/09/2020, Categorie: Etero Autore: Occhiverdeoliva
... Abbraccio stretto, strettissimo. Mi marca come un toro, in una sequenza lunghissima di ganchos y sacadas: le sue armi da battaglia. Stargli dietro è un tormento, però... però non ne posso fare a meno. Eccelle in quelle coreografie poco adatte ad una fiera di principianti da milonga. Balla come se fosse su un palco, rischiando più e più volte di mandarmi sotto il tacco di qualche coppia, che disgraziatamente si trova sulla sua traiettoria. "Non guardare gli altri che mi incazzo", mi rimprovera. Va bene, ma intanto i lividi me li prendo io. Si concentra, e quando aggrotta le sopracciglia è un tuffo nel passato. Il fumo di un sigaro, il profumo del mate, una stilografica consunta. E' un personaggio trapiantato nel nuovo secolo direttamente dagli anni d'oro del tango. Un tanguero professionista, o solo un appassionato. Chissà chi era stato in una vita precedente. Eppure, la morte non ha diviso le due vite che le note tengono ancora annodate insieme tra battute, completi gessati sartoriali e colonia francese. Balliamo in senso antiorario per rubare secondi alle lancette dell'orologio per diventare immortali, in questo magico mondo col pavimento di legno. Inspiro l'aria che viene direttamente dalle sue labbra: odore dolciastro di succo d'arancia. Non tocca mai una goccia d'alcool quando è in pista, a differenza di me, che ho sempre bisogno di uno chardonnay per annegare l'ansia. Ho la testa leggera, e provo ad osare. Approfitto di una tanda moderna per azzardare qualcosa di ...
... diverso. Prendiamo distanza. Lui è già in posizione: mi aspetta. Mezzo giro felino e sono alle sue spalle. Lo sento mugugnare: non gli piace. Porta il peso sulla gamba destra, allunga la sinistra. Vuole farmi passare. Che spalle! Scavalco e nel tempo di una battuta sono in posizione frontale. Lui apre il petto e le braccia per accogliere il mio abbraccio ma io no, non ho voglia. Adesso si gioca. Cingo la sua cintura con entrambe le mani, appoggio i seni al petto e la fronte alla sua. Consumo battute preziose. Lo bacio all'angolo della bocca. Non se lo aspetta e mi sorride. "Dai su, che poi mi fai venire voglia", incalza. Cedo al suo charme e mi lascio guidare. Apertura all'americana (strano!), frontale, ocho indietro e gancho. Ti pareva, e come ti sbagli. Seminiamo un paio di coppie che si attardano su loro stessi, sfioriamo una colonna e ci guadagnamo un posto al centro della pista. Adesso è la follia. E' ispirato, e mi marca in figure di alto livello. Seguo con difficoltà, ma ... lo adoro. Mi fa sentire la miglior ballerina della città, sensuale, attenta, preparata. Io, che non mi posso neanche permettere mezza lezione. Tutti questi occhi che ci guardano, neanche mi interessano. Tutti, tranne i suoi. Paco è lì, con lei tra le braccia. Balla ma non la segue, è distratto da noi. Ci guarda, mi guarda. Ha gli occhi brillanti. Cosa pensi? Perchè non sei entrato in bagno? Mi avevi, eravamo soli. Un occhio a lei, un occhio a noi, a me. Quest'attesa è snervante. Patrizia prende il ...