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Oblivion
Data: 29/09/2020, Categorie: Etero Autore: Occhiverdeoliva
... microfono dopo pochi minuti, ed annuncia l'esibizione di Paco. Compare truccato da clown, infagottato in un buffo tranch troppo grande per lui. Balla, fa del mimo.E' esilerante ed il pubblico impazzisce per lui. Io rido ed applaudo, sono rapita: è coinvolgente. I flashes dei fotografi non gli danno pace. Tutti lo adorano, io lo adoro! Finito lo show si ritira in camerino, superando un muro di fans. Mi guarda e lascia la porta socchiusa. Non ci credo! devo approfittarne. Alle prime note della tanda, striscio ad occhi bassi verso il bancone del bar. dico sorridendo al barista. Relax freddo e liquido, mi serve proprio per divertirmi? Sbircio la penombra della sala, sperando di trovare la cavalla impegnata nel punto più lontano possibile da Paco. Stà ballando con i suoi allievi! Sant'Antonio ha fatto la grazia! Stringo il bicchiere così forte, che quasi si sbriciola nelle mani. Intingo le labbra per un lungo sorso, che annega i pensieri e scioglie le inibizioni. Sfuggo a qualche cavaliere che mi vorrebbe per sè, e mi infilo in camerino. Penombra. Sul tavolo una cena appena assaggiata, ed una torta al cioccolato ancora da iniziare. risponde, venendomi incontro. Mi abbraccia: odora di sudore e trucco. Mi cinge in un abbraccio strettissimo. Lo sento inspirare profondamente dai miei capelli. Fa' un passo all'indietro senza lasciarmi, allunga un braccio e gira la chiave nella toppa. Sono fregata. Alzo il calice per offrirgli da bere; con un sorso lunghissimo finisce tutto il vino. Mi ...
... lasci senza coraggio? Taglia una fetta di torta a metà, e me ne offre un pezzo. Rifiuto: il cioccolato tra i denti non è l'ideale per trescare. Dagli altoparlanti colano le note del Quinteto Schissi: magiche, misteriose, potenti... il "Tango numero 4". Mi porge una mano in segno d'invito. Balliamo. Sentire che lui è presente in quell'attimo, con gli occhi chiusi, il respiro rilassato, è una poesia che lo stile di Tonino non mi ha mai regalato. Salida Basica e camminata. Camminiamo, camminiamo e basta. Passi semplici e puliti a ritmo di musica, lui è rapito dal ritmo. Passa vicino al tavolo ed apre l'abbraccio. Balla alla Gavito? Prende qualcosa che per un attimo tintinna contro il piatto. Cos'è? Marca un giro e...sbam! Sbatto contro il muro. Stò per mandarlo a quel "famosissimo paese", quando la lama di un coltello brilla nel suo pugno. Gelo. Non mi muovo. Non posso. Germàn è su di me, mantiene ancora il nostro abbraccio. Però non ho paura, c'è qualcosa negli occhi, nel suo sorriso, nel suo sesso. E' eccitato, e preme il pube contro il mio ventre. L'eco dei miei battiti è così forte, che annulla completamente la musica. Tutto è ovattato, tutto è in penombra. Fa' così caldo. Stringo il suo polso e cerco di allontanarlo: non riesco. Si porta la lama alla bocca, la lecca. Che gioco è questo? Mi afferra la nuca e tira i capelli, costringendomi ad inarcare il collo. , mi dice all'orecchio. Così serio, così eccitato. Butto alle spalle le ultime inibizioni e dico di sì. Con la punta ...