1. Prime esperienze perverse (4)


    Data: 03/10/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Smileysmile62

    Tornai a casa con le gambe molli, tremavo. Ero sconvolto, con un senso di colpa per la vergogna per quanto avevo fatto o lasciato fare, e, contemporaneamente, avevo una eccitazione che addirittura sembrava aumentare, che non riuscivo a placare. In più camminavo avendo nel culo un oggetto che mi riempiva, che mi completava. Ero sicuro che tutti coloro che incontravo per strada fossero al corrente di quello che indossavo, che tutti mi guardassero schifati, che trovassero il mio comportamento osceno e depravato. Per fortuna tra l’abitazione del professore e la mia c’erano poche centinaia di metri. Mi toccò pure prendere l’ascensore con quella del quinto piano, la signora Longoni, una vedova di oltre 50 anni che vestiva in maniera vistosa. Fece apprezzamenti su come stavo crescevo bene - e chissà se riferiva al fatto che nascondere la mia insistita erezione era pressoché impossibile.
    
    Appena entrato a casa mi spogliai, volevo farmi una doccia, e invece niente, mi sdraiai sul letto dei miei e mi masturbai ripensando a quanto avevo vissuto sino a pochi minuti prima. Anche questa volta, nonostante i miei sforzi, non mi riuscii a controllare e venni in brevissimo tempo; poi, quasi senza accorgermene, mi addormentai. Dormii per quasi due ore, poi, affamato e sempre nudo mi mangiai un’intera vaschetta di gelato; ero seduto in cucina, e da seduto il plug si sentiva in profondità, contribuendo a mantenere il mio stato da satiro. Pensavo: ero frocio? Ero sporco? Dovevo smettere? Dovevo ...
    ... continuare? Ero pentito di quanto avevo fatto? E a tutte le domande mi accorsi che potevo rispondere affermativamente e negativamente. Non ero frocio, mi piacevano sempre le donne (quelle adulte, quelle grandi) ma indubbiamente con il professore avevo goduto, mi aveva eccitato prenderglielo in bocca e ingoiare la sua sborra, mi era piaciuto molto baciarlo e indubbiamente, a parte il dolore dovuto alle dimensioni, farmi penetrare era estremamente godurioso. Quindi mi dicevo di essere attratto dal sesso in sé, a prescindere dal genere maschile o femminile, era successo che mi stesse capitando di fare queste esperienze con un maschio, avrebbe potuto succedermi con una donna, non era stata una mia scelta intenzionale.
    
    Timido come ero non avrei mai potuto essere io a propormi a qualcuno. Quindi no, frocio no.
    
    Sporco? Oddio, avevo fatto cose che quanti ragazzi della mia età avevano fatto? Ed erano cose adatte a ragazzi della ma età? Ma forse la questione doveva essere posta in maniera diversa: se anziché quindici anni e mezzo ne avessi avuto cinque di più, il giudizio - mio o di altri - su di me sarebbe stato sicuramente più indulgente, se non assolutorio; anzi per molti forse sarei stato un fico; in fondo la mia eventuale colpa era quella di essere stato un po’ troppo precoce, di aver bruciato le tappe. Non mi pareva una colpa così grave, non ero mica un bambino, mi masturbavo già da parecchio e stavo solo cercando di esplorare il mio corpo e la mia mente.
    
    A questo punto ...
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