1. Prime esperienze perverse (4)


    Data: 03/10/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: Smileysmile62

    ... tutte le altre domande cadevano, smettere o continuare doveva essere una questione di misura, di attenzione, non dovevo mica rendere pubblica la mia disponibilità a fare il sesso con chiunque, mica volevo sputtanarmi. Ma il professore, ad esempio, sembrava una persona esperta e affidabile che poteva aiutarmi a conoscermi e a fare esperienza, e anche a superare la mia granitica timidezza. Pentito? Magari per qualche secondo, poi no, ero solo molto molto eccitato.
    
    Galvanizzato da questi ragionamenti ero pronto a masturbarmi nuovamente, ma poi pensai che non aveva senso sfinirmi quando c’era in programma una serata così promettente. Mi limitai a farmi una doccia, mi levai giusto il tempo necessario il plug poi me lo rimisi e ci giocai facendolo andare lentamente avanti e indietro nel mio culo, cui oramai si era adattato come un guanto. Verso le sette e mezzo di sera iniziai a prepararmi: prima il reggicalze, poi le calze, poi il reggiseno e infine gli slip, che a stento contenevano il mio cazzo in erezione. Frugando nel guardaroba di mia madre trovai anche una corta sottoveste, la provai, mi guardai, mi piacqui. Per un attimo pensai anche di mettermi del rossetto, ma poi mi ricorderai di quanto mi aveva detto il professore, non dovevo sembrare una donna, ma solo un maschio vestito da donna. Finita la preparazione mi misi in attesa, un’attesa snervante di qualcosa che sapevo sarebbe stato sconvolgente e appagante, ma non sapevo quanto dirompente.
    
    Alle otto e mezza precise ...
    ... suonò il citofono, era lui. Gli diedi le necessarie indicazioni poi andai in ingresso; fremevo di paura e di desiderio, un poco più che quindicenne vestito da troia con un oggetto in culo che aspettava il suo amante...quando sentii aprirsi la porta dell’ascensore guardai prima dallo spioncino, mi accertai che fosse lui da solo e poi socchiusi piano la porta di casa, nascondendomici dietro. Lui entrò, richiuse l’uscio e poi si fermò un momento a guardarmi; poi prese le mie mani tra le sue, mi strinse a sé e mi diede un bacio profondo, come se mi scopasse in bocca con la sua lingua. Poi con una mano raggiunse il mio culo, scostò le mutandine e verificò se avessi dentro il plug.
    
    - Bravo....- disse con la voce roca di desiderio. Poi mi chiese di fare strada e io lo condussi in stanza dei miei; qui si spogliò completamente, in silenzio. Il suo cazzo svettava grosso e osceno, e io me lo mangiavo con gli occhi, dimentico del fatto che neanche dodici ore prima una simile situazione mi sarebbe sembrata pura fantascienza. Comunque se io guardavo rapito la sua nudità, lui sembrava ugualmente attratto da me, e da quello che indossavo.
    
    - Mmm, è arrapante vederti con la roba di tua madre, sai? Sei una bella sorchetta...ti stai vergognando o ti piace farti vedere? -
    
    - Be’, all’inizio avevo un po’ di vergogna, ma non so, ora mi piace, mi elettrizza...-
    
    - Perché sei troia dentro, sei un po’ esibizionista e un po’guardone, bravo...hai solo bisogno di essere aiutato a tirar fuori il ...
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