1. Betty 1


    Data: 07/10/2020, Categorie: Etero Autore: Bastino9

    ... poggiò entrambe le sue grandi mani sui miei seni tenendole ferme: i miei capezzoli si cominciavano ad irrigidire, Il suo massaggio era leggerissimo, ebbi solo la forza di dire: Ahhh!!!!! quando la sua lingua sciabolava sulle areole e poi addentava con voluttà il mio capezzolo. Si distese tutto su di me e cominciò a baciarmi gli occhi, a succhiarmi le labbra, le orecchie, sentivo il suo respiro caldo sul collo, ero molto eccitata, slargai le gambe e lui si posizionò in mezzo. Ritornò succhiare e leccare il mio seno con più decisione e forza ed il mio respiro divenne corto e rapido, discese fino all’ombelico e vi affondò la lingua girandola e rigirandola, ebbi un fremito, le sue dita giocavano con i miei capezzoli me li massaggiava, me li strizzava ora con dolcezza ora con decisione, infine, la sua bocca arrivò alla mia vagina e sentii una vertigine, non potei fare a me di avere un tremito, sentivo il mio clitoride duro, teso come se volesse scoppiare, lo prese tutto nella sua bocca, lo stringeva con delicatezza tra i denti e con la lingua lo massaggiava, lo succhiava, non riuscii più a resistere: ebbi il mio primo orgasmo . Il piacere mi era scoppiato dentro all’improvviso, quel momento breve che purtuttavia mi era sembrato interminabile mi aveva stordita, ero avida e ancora desiderosa, tutto il mio corpo ero ancora teso, pur essendo esausta non mi sentivo appagata. Giorgio continuava a leccarmi, a mordere le labbra della vagina umida e piena dei suoi umori, a succhiarmi il ...
    ... clitoride ancora gonfio e turgido, non volevo che si fermasse e desideravo che mi facesse volare ancora. Avevamo le braccia distese e sovrapposte, le mani unite si stringevano con forza, il mio corpo sotto di lui si torceva, mi teneva ancora in uno stato di eccitazione, ero tesa come una corda di violino, la vagina era completamente fradicia per i miei umori misti alla sua saliva; fu allora che lui si sollevò arcuandosi e cominciai a sentire il suo membro duro puntare verso la mia figa, si mosse facendo strofinare la sua cappella lungo le labbra, la sentii poggiarsi al centro, lui spinse leggermente e la cappella cominciò a scivolare verso l’interno ma non affondò, io ero in apnea, in subbuglio, sudata, mi aveva portato all’eccitazione tale che ero pronta a gridare che volevo il suo cazzo; affondò tutto dentro di me con una spinta decisa, sentii come uno strappo emisi un breve grido: Mi sverginò. Restò dentro con il suo cazzo duro fin quando io non cominciai a rilassarmi, lo guardai negli occhi e lui mi rispose con un sorriso ed un bacio, cominciò a muoversi dentro con delicatezza, non avevo più tanto dolore ma cominciavo a provare una sensazione di godimento, il mio corpo si muoveva in sintonia con il suo, i suoi colpi ora erano sempre più decisi, lo sentivo tutto e mi piaceva, mi aprivo e sollevavo il bacino per darmi meglio a lui, gliela offrivo e lui se la prendeva, lo sentivo ansimare, il mio viso era fra le sue mani calde, l’afrore del suo sudore mi piaceva, il ritmo era ...