1. Magari


    Data: 12/10/2020, Categorie: Etero Autore: Paoletta80

    ... il tuo stomaco ed arrivano al ventre. Mi vedo così. Inginocchiata davanti a te, con la lingua che accarezza il tuo sesso. Ci giocherei infinitamente, la mia calma la conosci, la mia curiosità anche. Leccherei la base, salendo come un soffio fin sulla punta umida. Una pennellata leggera sul glande, per poi ripartire più decisa, fino a sollevarlo verso di te. Cercheresti i miei occhi arrendendoti al mio volere. Ogni volta è una dedica a te, ma questa, sarebbe speciale, un augurio, per tutti i giorni a venire. Magari metteresti la tua mano sulla mia testa, più per spostare i capelli dagli occhi e guardarmi, che per guidarmi o impormi qualcosa. Entrambe le mie mani sarebbero sul tuo sedere a premere e allontanarti da me. Sarebbe un discorso a due, tra la mia bocca e la tua erezione. Nessuna interferenza. Sai quanto si piacciono l'un l'altro. Ritorno ancora con la mente al presente, da te che mi sei di fronte. Hai già terminato il tuo Chardonnay e guardi con fare sospettoso il mio, che è ancora a metà. So già come andrà a finire, non ho il tempo di elaborare il pensiero che eccoti, allungare la mano e prendere un sorso dal mio bicchiere. Poi mi chiedi perché sto con te. È così evidente: adoro tutto di te, in special modo quelli che tu definisci difetti e per me, non lo sono. Un tuo difetto? Per me? Quando ti racconto io qualcosa e tu, alla seconda frase, ti perdi, oppure mi dici scherzosamente che parlo solo io. Ma il più evidente, è che non sai dirmi di no quasi mai. Per questo ...
    ... sono certa che mi lasceresti fare. Forse riuscirei a convincerti che sono capace del sincronismo assoluto. Chiuderei le labbra intorno al tuo sesso stringendo e scendendo lentamente fino alla base. Mi piace sentire le vene gonfie e dure sulla bocca morbida. Mi arriveresti fino in gola, racchiuso dentro di me totalmente. So quanto adori vederlo sparire così. Tornerei su, succhiando la pelle e gustandoti come mai. Sarebbe un guizzare continuo, intorno alla punta, un'alternanza di denti e lingua. Ti sentirei ansimare e sospirare, vedrei il torace contrarsi e i tuoi occhi ancorati ai miei. Ti chiederei di bere ancora dal bicchiere che hai stretto in mano, prima di lanciarmi negli ultimi affondi passionali e voraci, in contemporanea con i rintocchi che precedono la mezzanotte. Ruberei così il tuo orgasmo, sospeso tra il vecchio e il nuovo, tra il passato e il futuro, una scia di continuità tra noi. Tra te che godi ed io che mi nutro di te. Il tuo piacere esploderebbe riempiendo la stanza del tuo urlo, più intenso di qualsiasi fuoco d'artificio esterno. Io e te. In un brindisi particolare. Ancora insieme. Magari andrebbe così, o forse no. L'unica cosa che so, mentre lascio il pensiero nel fondo della mia mente, è che tu hai finito anche il mio vino e tutti i pistacchi. Ti alzi dalla sedia, consapevole che il nostro tempo, anche per oggi, è terminato, ma che, finite queste feste, saremo ancora io e te, noi. Prendi la mia mano e mi chiedi se mi va di camminare insieme. Ti rispondo di ...