-
Ricordi di pivello. 01. tutto iniziò sul bus
Data: 15/10/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: pierpatty6151
... Gli occhi s'incrociano, rimaniamo fermi silenziosi e imbarazzatissimi per infiniti istanti, finalmente lei si scosta girandosi e rimaniamo in silenzio. Le curve proseguono, e Anna riperde l'equilibrio appiccicando il suo culo all'altezza giusta, sento le sue calde sode chiappe seguire gli scossoni, vibrando sul mio pisello. che risvegliandosi s'indurisce. Imbarazzatissimo rimango fermo, i minuti passano, e il mio pisello continua a indurirsi, sistemandosi tra le vibranti chiappe di Anna. Quasi non respira, nell'attesa della sua sicura sfuriata. E invece nulla. Lei resta ferma, anzi mi sembra che spinga il culo verso il mio "duro amichetto". Il suo caldo sedere continua a vibrare, seguendo il ritmo del Bus. O almeno credo. E invece no. Invece lei da birichina muove le chiappe, massaggiando lentissimamente il mio amichetto. Che con assoluta irriverenza autonoma si agita, seguendo il culo e lo spinge sempre di più verso di me. Lui si agita, i jeans lo stringono e Lui fa quasi male. Resisto alla tortura, e provo a spingere leggermente e lei risponde ai movimenti. Iniziamo così un silenzioso balletto erotico, attenti a non farci accorgere dai vicini di viaggio. Ho il cazzo duro, fa male, ma non posso, e non voglio, lasciar andare quei momenti di strano e reale godimento giovanile. Non so se le piace, ma a giudicare dal calore del culo, e dalle spinte, la galeotta situazione le piace molto. Avrei voluto proseguire il viaggio all'infinito, ma purtroppo la nostra ...
... fermata sta arrivando. Anna si gira sorridente e guardandomi diritta negli occhi accarezza furtivamente il mio evidente bozzo. Un attimo sublime, ma troppo veloce. Scendiamo. Antonio e la ragazzina bionda, ci affiancano, chiacchieriamo, mentre ci arrampichiamo su per la ripida stradina del nostro paesino. Poco dopo Antonio e la biondina s'infilano in una traversa, inseguiti da una cantilenante raccomandazione di Anna . Rimasti soli, torna l'imbarazzante silenzio. Arrivati davanti a casa mia, Anna mi chiede se mia madre è in casa, dovrebbe chiederle un importante favore. Non sapendolo l'invito a entrare per verificare. Entrati nello stretto ingresso, nessuno risponde ai richiami. Noi due siamo soli, e vicini, nel piccolo ingessino. Ci guardiamo con viso serio. Io non so che fare. Lei prende l'iniziativa abbracciandomi, accarezzando la patta dei jeans risvegliando il mio pistolotto. Mi sveglio e timidamente le accarezzo a due mani le chiappe. Non ricevendo reazioni negative inizio a sollevarle la gonna. Sento la levigata sensazione delle calze, e risalgo arrivando ai gancetti del reggicalze. Accarezzo sgarbatamente le morbide chiappe protette dalle lisce mutandine. Lei traffica con la mia cerniera, ma il mio cazzo indurito rende difficile l'apertura. Finalmente riesce a liberare il mio duro orgoglio. Lo guarda, lo accarezza, lo prende tutto in mano iniziando un lento su e giù. Lei sospira allargando leggermente le gambe, concedendomi il permesso di proseguire la ...