1. The girl who sold the world. -pt1.


    Data: 20/10/2020, Categorie: pulp, Autore: Sybelle.

    ... panno bianco il calice che ha in mano. Lo osserva, incurante di apparire indiscreta o invadente. "A questo punto, dovresti chiedermi cosa voglio, annuire e fingere interessamento per la mia giornata" È tentata d'aggiungere "come tutti", ma lo sguardo prima, le parole del barista poi, la zittiscono, anticipandola. Il solito. Quelle due parole son bastate a zittirla. O forse è stato quello sguardo. Da un lato ne ha avuto sempre paura, dall'altro ne è attratta. Probabilmente è quello che provano le falene, quando vedono una fiamma. Accoglie, cacciando con un sospiro quel pensiero, il calice che le vien posato innanzi da mani grandi, decisamente più grosse delle sue. Non si stupisce, quando l'uomo dall'altro lato del bancone riprende, incurante della sua presenza, a lucidare un altro calice. Senza degnarla di una parola, di ulteriori sguardi. "Professionale. Ricordo i primi modelli, sai? Cercavano in ogni modo di imitarci, risultando grotteschi. Mica come voialtri stronzi" Nel parlare tra se e se, fissa gli occhi sul contenuto del calice. Scuro, di un rosso così scuro da sembrare nero. L'accenno d'alone del tannino sulla superficie trasparente. È sempre stata una persona confusionaria, ma col tempo ha capito che, concentrandosi su qualcosa, su un'unica cosa, è in grado d'escludere tutto il resto. Di trovare una sensazione di chiarezza, lucidità. Ecco, quello è uno dei motivi per i quali, questo posto, l'ha sempre attirata. Questo, e il vino. Non si aspetta una risposta dalla ...
    ... figura che, imperturbabile, le da le spalle. Beve, tenendo gli occhi chiusi. Assorta nei suoi pensieri, non si accorge dell'uomo entrato nel bar. Se ne rende conto solo quando questi arriva al bancone e chiede, rivolgendosi al barista, se è arrivato qualcosa per lui. Abbigliamento informale, scarpe sportive, pochi capelli. Un gran naso sul quale trovano alloggio un paio d'occhiali dalla montatura semplice. Ancora seduta sullo sgabello, la giovane donna lo scruta, il calice quasi vuoto in mano. Una di quelle persone che, se si fosse fermata al solo aspetto fisico probabilmente non avrebbe preso in considerazione. Eppure, l'accento così diverso dal suo, il fare diretto e quella domanda, hanno attirato la sua attenzione. Come le falene con le fiamme. Non prova neppure a simulare disinteresse nei confronti dello scambio tra i due: una busta di carta in cambio di un'altra, di egual dimensioni e colore. Gli occhi azzurri della donna altalenano tra la busta e il viso dell'uomo che si trova poco distante dal posto che occupa. "Cyrano, a parte consegnare le poesie per Rossana, sei venuto a bere qualcosa?" Ecco, se dovessi raccontare in maniera romanzata come è cominciato tutto, lo farei in questo modo. Ma non sarebbe del tutto vero, non sarebbe credibile e soprattutto non sarebbe neppure interessante, alla lunga. Non ho tanto tempo e non voglio bruciarlo tutto in questo modo, scrivendo un Harmony. La mia professione consisteva nell'aggiustare le persone. Si, ci sono le macchine, ora. Si, ...