1. Matilda (capitolo 2)


    Data: 26/10/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17

    Quando si è piccoli, il tempo passa in fretta, si diventa grandi…così successe anche a Matilda. Lei diventò una bella ragazza, alta, esile, con un sorriso solare, ma malinconico che l'accompagnò sempre nella vita. Il suo corpo sembrava un giovane pioppo che il vento scuoteva, con il rischio di farla cadere, spezzare. Così era anche la sua anima, fragile, tormentata. Ma cosa la tormentava?- vi chiederete Non si sa. Non si dice. Non ha importanza. Matilda voleva dimenticare, e quindi aveva sepolto tutto in fondo ai suoi ricordi, in un angolo buio della sua mente. Ma gli incubi al buio vengono fuori, i demoni hanno terreno fertile con la notte, si impadronivano dei suoi sogni e Matilda si svegliava sudata, urlando: "NOOO!" Eh, la sua cara, vecchia nonnina… che donna dolce! Preoccupata per la nipotina, le andava vicino, le parlava, la calmava, dormiva con lei e Matilda il giorno dopo ritornava serena. Erano molto unite, nonna e nipote. Le legavano segreti, sofferenze, dolori, affetti. Era una fortuna per Matilda avere una nonna così, ma anche per la nonna lei era il sorriso che ingiustamente le era stato strappato con la morte del marito prima, della nuora dopo, con la prigionia del figlio... Era il legame che la teneva unita alla vita, l'unico scopo per il quale valeva la pena vivere, era Matilda. Ogni tanto andava in prigione da suo figlio, ma non poté farlo spesso. Non aveva nessuno con cui lasciare sua nipote e una volta che l'aveva portata con sè, Matilda si era spaventata. ...
    ... Non si era avvicinata a suo padre e il padre di Matilda, nonché suo figlio, le aveva detto chiaro e tondo di non portarla più. Non è che la nonna avesse intenzione di riportagliela, capiamoci, assolutamente no. Lo stato d'animo di Matilda, dopo il ritorno dalla prigione, per un bel po' di tempo, era peggiorato. Si svegliava molto più spesso nel bel mezzo della notte urlando parole incomprensibili. Si capiva dalla sua espressione che era terrorizzata. Matilda avrebbe voluto anche parlare, raccontare alla nonna quello che le succedeva, cosa aveva sognato, ma la nonna la zittiva: "Shshshsh non si raccontano i sogni di notte!" Allora Matilda, da brava bambina, apriva la porta dell'angolo buio della sua mente e cercava di chiuderli là dentro. I ricordi da rinchiudere erano troppi e quell'angolo diventò sempre più grande, sempre più affollato. Matilda avrebbe voluto liberare la mente, ma come? con chi? Ma tutto ha un inizio, tutto ha una fine. Tutto nasce, cresce, muore. È la regola della vita. Così successe anche con la dittatura in quel paese. Finalmente i terremoti delle rivolte avevano fatto cadere il mostro dal cuore di pietra. È stato quello il periodo in cui l padre uscì di prigione. Matilda era felice. La nonna cominciò a sorridere di più. Si abbracciarono con affetto, bramose di riprendere la loro vita dove l'avevano interrotta anni fa. Matilda faceva domande a suo padre. Voleva sapere. Suo padre non parlava. Voleva dimenticare. La nonna guardava entrambi con angoscia. Non ...
«123»