1. Matilda (capitolo 2)


    Data: 26/10/2020, Categorie: pulp, Autore: Alba17

    ... sapeva come comportarsi, nonostante capisse le esigenze di entrambi. E comunque Matilda docilmente rinunciò alle sue domande, anche questa volta. Parlavano tra di loro solo di libri, dell'andamento scolastico. Solo questo volevano da lei, solo quello faceva felici tutti e tre. Matilda aveva imparato a nascondere bene i loro segreti, era abituata a non fare domande, soffocava la sua curiosità di sapere, pur di evitare sofferenze ai suoi cari. Si sì, perché lei era diventata grande. Quell'ottobre avrebbe compiuto 13 anni. Due giorni prima, il padre le chiese cosa volesse come regalo per il compleanno. Lei, senza battere ciglio, le chiese: "Papà, voglio che mi disegni il quadro di mia madre. Nient'altro. Lo voglio uguale come l'avevi fatto quella volta, bianco e nero, con le labbra rosse. Voglio il sorriso. Mi manca il suo sorriso"- la voce comincio a tremare e lui, mordendosi l'interno delle guancia, soffocò le lacrime e le disse: "Ok, Matilda. Lo farò" Ci lavorò tanto suo padre. Disegnava, cancellava, e di nuovo tutto dall'inizio. Non c'era verso. Quel quadro non voleva completarsi. Cos'aveva?- si domandò- perché non ci riusciva nel suo intento? Cosa succedeva nella sua testa? Cos'avevano le sue mani? Perché tremavano ogni volta che toccavano la matita? Perché sul foglio, invece che disegni, uscivano graffi? Sembrava che il tempo avesse cancellato la sua capacità di disegnare. Sembrava che i suoi occhi non volessero ricordare. Sembrava che la sua mente avesse cancellato la ...
    ... memoria di sua moglie, che la nostalgia di lei avesse bloccato la sua vena artistica. Smise. Era frustante così. Si prese la testa tra le mani e pensava... Cosa regalare ora a Matilda? Il tempo passava e lui, oltre che schizzi pietosi, non era riuscito a fare altro. Chiuse gli occhi. La matita tra le dita, il foglio tra le gambe... Cerco di ricordare, cominciò a pregare. Parlò al ricordo della moglie: "Ti prego, aiutami tu. Dobbiamo fare il regalo alla nostra Matilda. Facciamolo insieme, solo per questa volta. Io da solo non ce la faccio. Sono stanco. Mi vedi?" La mano scorreva sul foglio bianco, il viso, mezzobusto, prese forma. E lui continuò per tutta la notte. Non si fermò. Mattina presto, con gli occhi stanchi, guardò il disegno. Era terrorizzato. Volto deformato, sorriso storpiato, collo girato, rughe, nuvole, tempeste, piaghe, ferite, tutto c'era dentro, ma non il volto di lei di una vita fa. Con mani tremanti lo lasciò sulla testiera del letto di Matilda. Le diede un bacio: "Buon compleanno, principessina! Questo è il regalo da parte mia e di tua madre per te. Non abbiamo saputo regalarti altro. Solo sofferenze" Andò a lavoro. Matilda si svegliò. Al buio toccò il foglio sul letto. Felice, accese la luce. Vi lascio immaginare la sua delusione quando vide quel quadro. Incredula di quel che vedeva, si pulì gli occhi, li strofinò forte. Poi di nuovo guardò. Quando capì che era ciò che vedeva, tirò un urlo di dolore. Cominciò a insultare suo papà: "Cattivo, papà! Che brutto ...