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Una botta di culo.
Data: 26/10/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark
... sollevare la gonna. Io continuavo a non capire, ma quando la tirò su del tutto e potei guardarle il culo così da vicino, ricordai più o meno tutto. Tempo prima, non so quanto prima, in una serata tra amici - anzi tra amiche - avevamo fatto la solita chiacchierata iperrealistica. Se qui, se là, se mi succede… Sì, mi avevano promesso che se fossi stato in fin di vita, sarebbero venute a mostrarmi il culo… - Ferme, ragazzi! – Esclamai. – Non sono in fin di vita! Cioè, non lo so… Ma non mi dovete niente! Sono promesse che si fanno così, nei momenti di allegria e… - Beh, - rispose Caterina, continuando a mostrarmi il culo. – Io mantengo le promesse. Mantienile anche tu, accarezzandomi. Non me lo feci dire due volte e passai prima il dorso delle dita alla base delle natiche, poi una carezza a mano aperta fino a sentire la fessura del culo e godermi la palpata classica. Caty cercò di assecondarmi, magari forzandosi un po’, chissà. Rubai un’ultima palpatina a mano piena e la ringraziai. Mi aveva fatto felice. Si avvicendarono e si portò a me Martina. Anche lei sollevò le gonne e stavolta non persi tempo in convenevoli, passando a palpare l’amica con dovizia di particolari. Aveva un culo bello anche lei, rotondo, generoso. Mi parve di capire che le mie palpate non le dessero proprio fastidio, tanto vero che Caterina si trovò costretta a interromperci. - Vieni Cate, dobbiamo andare e lasciarlo riposare. Due baci di circostanza e via. Poi chiamai un’infermiera ...
... libera. Venne Nastia, infermiera professionista di origini ucraine. - Che c’è? Le raccontai cosa mi era successo. - Wow… - fece meravigliata. – Che fortunato che sei ad avere amiche così… - Il punto non sono loro, - dissi. – Ma io. - Tu? Perché, qual è il problema? - Il problema è lui. – Dissi indicandolo. – Non si è mosso. Nastia disse che ne avrebbe parlato col medico e uscì. Verso le 9 di sera, Nastia venne in camera mia con una collega di nome Gemma. Si misero una a destra e una a sinistra del letto, abbassarono le coperte, misero un raccoglitore di plastica sotto le mie natiche e poi cominciarono a lisciarmi il pene con delle spugnette intrise di acqua calda. Sembrava che stessero masturbandomi. Il massaggio mi faceva piacere, ma non sortiva risultati. - Si è mosso un po’, - osservò Nastia. – Proseguiamo domani. Se nel frattempo vuoi accarezzarlo un po’ tu, fammi sapere se ha reazioni. Trovai la situazione imbarazzante e intrigante nel contempo. Ma anche decisamente allarmante e cominciai ad accarezzarlo. Perdere l’uso dell’uccello a sessant’anni era una prospettiva che non mi andava proprio, anche se l’età non deponeva a mio favore. L’indomani alle 12, dopo che avevo consumato il pasto d’ospedale, vennero a trovarmi Clara e Franca. - Anche voi? – Chiesi sornione. - Ogni promessa è debito. Stessa fantastica scena, con una sceneggiatura tutta loro. Franca andò a togliersi le mutandine nel bagno della stanza e poi tornò da ...