1. Una botta di culo.


    Data: 26/10/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... me. Sollevò le gonne lentamente mostrandomi un culo come non avevo mai visto. Natiche ovali, fessura marcata, liscio come quello di un bambino… Me lo lasciò accarezzare finché l’amica non le disse di far presto.
    
    Clara fu ancora più emozionante, perché ricordavo che avrei dato l’anima per poterglielo guardare, non dico toccare. Avrei continuato così all’infinito, se non avessero dovuto andar via. Andavano pranzo anche loro, a orari non ospedalieri.
    
    - Come è andata? – Mi chiese poi Nastia, l’infermiera.
    
    - Fantastiche, - dissi. – Ma lui…
    
    - Capito. Verso le quattro veniamo a metterci mano. – Rispose. – Intanto riposati in tutto relax. Tornerà tutto a posto, vedrai.
    
    Alle 16 vennero con lo stesso armamentario. Raccoglitore d’acqua e spugnette con acqua calda. Fantastico. La sensibilità era perfetta, ma lui anziché mettersi in posizione di lavoro se la godeva in tutto relax.
    
    - Non preoccuparti, - ripeté Nastia. – Tornerà tutto a posto molto presto.
    
    L’indomani mi portarono a togliermi la prima fila di punti.
    
    - Sentirò male? – Chiesi.
    
    - Tu mettimi una mano sul sedere e vedrai che il dolore ti sembrerà lontano lontano.
    
    Aveva ragione. Il fatto che si fosse lasciata toccare lo gradii moltissimo. E’ una sorta di femminilità fantastica, che per un’infermiera era davvero una dote in più.
    
    - Lui se ne è accorto? – Mi domandò indicandomelo, mentre mi rivestiva.
    
    - Tempo di no… Però è stato piacevolissimo.
    
    - Vedrai che ce la faremo. Le carte cliniche ...
    ... dicono che è tutto posto.
    
    - E allora cos’è?
    
    - Lo shock. Alla tua età può accadere questo e altro.
    
    - Meglio altro che questo… - Osservai.
    
    - No, credimi. Meglio questo che altro. Qui ce la faremo…
    
    - Se lo dici tu…
    
    L’indomani vennero a trovarmi altre due amiche, una la mattina e una nel tardo pomeriggio. Erano bellissime, due top model mie carissime amiche, ma che non ricordavo affatto di aver convinto di venirmi a porgere il culo in ospedale nel caso di una disgrazia. Compresi cosa voleva dire Nastia: se invece che l’uccello aversi peso la memoria sarebbe stato mille volte peggio.
    
    La prima top model, Barbara, non fece fatica a mostrarmi il culo, sia perché era abituata a farlo (anche se non con me), sia perché indossava una minigonna che aveva suscitato l’interesse dell’intero reparto e la gelosia delle infermiere di turno. Fantastica, bellissima. Un culo da trofeo. Se lo lasciò accarezzare e baciare.
    
    Nel pomeriggio la seconda top-model, Sara, mi fece sollevare con calma, mi mise a portata si lasciò abbracciare il culo col braccio destro mentre le appoggiavo l’orecchio al basso ventre. Una cosa da raccontare i nipoti.
    
    Dopocena Dissi a Nastia che, se si era mosso, “il cazzo restava una testa di cazzo”.
    
    Sorrise.
    
    Lei e la collega lavorarono ancora al mio pene e in effetti avvertii qualche movimento.
    
    - Dai, che stai per farcela. E visto che tra qualche giorno ti rimandano a casa, sarà meglio che ti impegni. Veniamo a trovarti ancora stanotte, ma tu ...
«1234...7»