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L'ultimo tango
Data: 01/11/2020, Categorie: Etero Autore: 4occhi
... fortemente la pelle delle sue spalle, del collo, marchiandola a vista. Quella, come tutte le altre volte, lui venne fuori, spruzzandole il suo seme sulla passera, poi sfinito si accasciò per terra appoggiandosi alla porta e guardandole soddisfatto il suo sperma colarle sulle cosce ,lei restò stanca piegata dov’era. Una milonga, veloce e fugace era il ritmo che più piaceva a lui…erano le figure meno avvinghiantile più sfuggenti, una fuga, la fuga. Quella che fece una notte, non rientrando all’albergo e presentandosi alla gara tutto scarmigliato e assonnato. Era stato con un’altra, ma non disse una parola e ballò, divino come sempre. Si apprestavano a fare una sentada, lei si sarebbe dovuta sedere sulla gamba di lui, ma qualcosa scattò nel suo profondo, un senso di rifiuto, qualcosa più grande dell’amore per lui, forse il rispetto per se stessa e quindi roteando il corpo in maniera elegante, gli sfuggì evitando la figura, lui la guardò sorpreso poi capì compiaciuto e ballerino scafato qual’ era proseguì la danza…un rifiuto, lo stesso che aveva espresso quando una sera entrata a casa lo aveva trovato immerso in un groviglio di corpi, uomini e donne, di cui non si capiva l’inizio e la fine. Lei se lo aspettava, voci giravano. Lui la guardò sorridente e come in uno dei loro migliori balli gli tese la mano ad aspettarla invano, se un ballo doveva essere iniziato si doveva iniziare insieme, non ognuno per i fatti suoi... La mano era ancora tesa, l’ aspettava vuota, lei ...
... allungò la sua, la prese e saltò, la figura a braccia aperte in braccio a lui fece partire un boato tra gli spettatori. Vide una goccia di sudore scendere dalla sua tempia, lo sforzo di reggerla e farla girare, le luci giravano intorno ai loro corpi come una giostra, questa cosa le dava alla testa, la sua testa scivolò indietro…la memoria con lei, indietro all’ultima scopata con lui. Dopo una delle gare di punteggio, poco prima della vittoria, fatta la doccia in camera prese a baciarla sul letto, dolcemente. Mentre le lambiva la bocca con la sua lingua le aprì l’accappatoio e le sfiorò i capezzoli con il pollice, lievemente come non faceva da tanto tempo. Partì con una scia di baci, sul viso, sul collo…lei infilò le sue dita affusolate tra i capelli folti e lo strinse a sé come un tempo lontano. Lui si spostò e le andò sopra, nudo, bellissimo. Le si appoggiò addosso facendole sentire tutta la sua erezione sulla pancia. Le aprì le gambe, non era da lui farlo così, infatti la prese per le braccia e la tirò su e sedendosi sul bordo se la mise in braccio come si porta una bambina, a gambe allargate intorno, la teneva con le mani sotto il sedere e la spingeva contro il proprio pene. Guardandosi profondamente si mossero insieme a sfregarsi addosso come due animali in calore, come due pietre focaie crearono nei loro corpi un fuoco ardente, il calore li invase, la loro pelle si ricoprì di sudore rendendoli scivolosi ovunque si toccassero. Lui la alzò leggermente accompagnandola ...