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Una famiglia libertina.
Data: 07/11/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Rossano Misperti
Avevo appena 24 anni quando venni trasfertito a Torino. Avevo superato il corso per sottufficiali e non essendo sposato, mi sono adattato a vivere negli alloggi di servizio. Facevo servizio presso l’istituto penitenziario delle Vallette e li, tra i tanti colleghi, conobbi Maurizio (chiaramente nome di comodo). Maurizio allora rivestiva il grado di Appuntato, mentre io ero vice Brigadiere, ma essendo più anziano di me, aveva molta più esperienza. Maurizio fu il mio mentore, in quanto mi insegnò praticamente quanto c’era da sapere. Un conto era seguire le lezioni presso la scuola di formazione, in via teorica, e un altro era farlo praticamente. Non sto a parlare della vita che si faceva in istituto, ma voglio narrare la mia vita, il suo inizio di quella che, per certi versi, potrebbe definirsi superba e per certi altri meschina. Una volta capitò di montare in servizio di notte. Io ero capo sezione e lui era capoposto di quella sezione. Non avendo altro da fare, visto che i detenuti dormivano e le celle erano chiuse, Maurizio iniziò a farmi delle domande e poi prese a parlare di se. Probabilmente prima di parlare di se, volle accercarsi se io fossi una persona con la quale ci si poteva confidare oppure se fossi uno con la lingua troppo lunga. Si raccomandò di non dire a nessuno quel che mi stava svelando dicendomi anche che per certi versi a lui piaceva la vita che faceva a casa e che non dovevo criticarlo perché quella era stata una sua scelta. Iniziò a dirmi che lui era ...
... sposato e che aveva una figlia di quasi 20 anni, diplomata in ragioneria e che lavorava presso uno studio notarile in qualità di segretaria. Mi disse che quel posto gliel’aveva trovato uno degli avvocati che frequentavano l’istituto, con il quale si conoscevano. Man mano che il racconto andava avanti, Maurizio scopriva le sue carte, nel senso che mi parlava della sua famiglia, di quello che in essa avveniva. Disse che aveva conosciuto sua moglie a seguito di un ricovero in ospedale. Lei era infermiera ed era sua corregionale, quindi se ne innamorò e si sposarono, anche se lei non ne voleva sapere di sposarlo perché amava la bella vita, le feste con gli amici e soprattutto perché lei aveva un amante, che era sposato e faceva il medico in quel reparto che non l’avrebbe potuta sporare. E forse il matrimonio con Maurizio sarebbe stato come una copertura alla sua tresca. Di questo Maurizio me ne parlò dicendomi che pur di averla vicina, come moglie, era disposto a concederle ogni cosa, anche il fatto di avere un amante. Sinceramente la cosa mi risultò un po’ strana, però quando capii che questa cosa a Maurizio non dava fastidio, cercai di comprenderlo. Mi disse che all’inizio, quando vedeva che sua moglie a volte rientrava oltre il termine dell’orario di lavoro, chiedendole dove fosse stata, lei, senza peli sulla lingua, gli rispondeva che era stata con l’amante a fare l’amore. Poi la cosa si tramutò per Maurizio in ironia prendendola sullo scherzo, anche perché quella situazione ...