1. Pausa di riflessione (prima parte)


    Data: 10/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: suntopless

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    Può capitare nel corso di un rapporto di coppia, seppur sereno e fino ad allora pieno soltanto di soddisfazioni, che qualcosa non vada più bene. A volte quel qualcosa lo si individua e se possibile si risolve il problema, a volte quel qualcosa è un malessere indefinito, non spiegabile.
    
    Mi trovai proprio in una di queste ultime situazioni. Ovvero, mia moglie si trovò in tale situazione.
    
    Eravamo felicemente sposati da alcuni anni. Il nostro rapporto era tranquillo e sereno. Ma un giorno mia moglie cominciò a parlarmi del suo malessere. Non lo riusciva a spiegare bene a parole, ma soffriva. Non mi accusava di niente, né in fondo si accusava lei stessa. Solo che non si sentiva pienamente soddisfatta. Aveva delle strane sensazioni. Voleva insomma ridefinire la sua vita. Perciò mi propose inaspettatamente di separarci.
    
    Non voleva divorziare, non per ora almeno. Voleva soltanto essere libera per un po’, avere più spazio per lei, per la sua vita.
    
    Una pausa di riflessione. Ero sgomento, atterrito. Avevo paura che questa pausa fosse il preludio del nostro divorzio. Lei tentò di confortarmi. Non negò che alla fine di questo periodo saremmo anche potuti arrivare al divorzio, ma per intanto nulla presagiva questo.
    
    Mi disse che mi amava ancora, che non aveva nessun altro uomo, né che aveva intenzione di trovarsene uno. Voleva soltanto lavorare su se stessa.
    
    L’amavo troppo per contestarla. ...
    ... La rispettavo e rispettavo le sue scelte, anche dolorose. Tentai solo una debole resistenza, le promisi di starmene in disparte, ma lei non volle. Risoluta non cambiò idea.
    
    Fu così che andai a vivere fuori casa, presi un monolocale vicino al mio ufficio e mi trasferii.
    
    Non ci frequentammo più.
    
    Erano già trascorsi alcuni mesi da quando ci eravamo separati. Ci sentivamo, ogni tanto, ma solo per telefono. Lei stava cercando di vivere, mi diceva. Io, invece, ero incapace di superare quel momento e di andare avanti, ma cercavo di dissimulare. Cercavo di non farle pesare il fatto che stavo soffrendo la nostra separazione. Volevo che lei tornasse da me, ma soltanto per sua scelta e convinzione. Non volevo che tornasse per affetto, per senso di colpa. Il malessere che provava nella nostra vita di coppia si sarebbe altrimenti perpetuato all’infinito.
    
    Il mio collega Lorenzo, uno scapolone impunito e convinto, da sempre mi aveva invitato ad uscire con lui. Anche quando ero ancora sposato. Ma mai era capitato di riuscire ad organizzare. Mi raccontava spesso delle sue storie. Cambiava di continuo compagna e, non so come, riusciva quasi sempre a trovare delle compagne a cui andava benissimo iniziare delle storie con lui senza alcun impegno. In questo modo quando lui, o a volte una delle sue compagne, si stancavano della relazione, si lasciavano senza rimpianto e senza resistenze, anzi spesso restavano più che amici e magari continuavano a sentirsi ed a frequentarsi.
    
    Ora che ...
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