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Il Boss e la Villa
Data: 11/11/2020, Categorie: Etero Autore: Ninfa
... dovrò lavorare ancora tutto il pomeriggio in ditta. 5.45 suona il telefono "Pronto Giorgio dimmi" "Buongiorno, sei pronta?" "Sí prendo la macchina e arrivo" "Sono sotto casa tua, si fa prima" "Ok due minuti e arrivo" Giorgio sa dove abito perchè in occasione delle cene aziendali mi ha sempre riportata a casa, ma davvero non ci ha mai provato, nemmeno dopo un bicchiere di troppo. Cappotto nero lungo e via, sono pronta. Giorgio ha una bella macchina, un Range Rover nero, ma il casino che c'è dentro rispecchia la sua personalità. "Buongiorno Capo" "Ciao Marta, dormito bene?" "Poco" sorrido "te?" "Fai le ore piccole, mica è colpa mia" "Non sono più uscita, mi dovevo alzare presto, il capo ha detto cosí" "Che rompi palle sto capo" "Un po'" "Vuoi essere licenziata?" ride alza la musica, io ancora devo finire di aprire gli occhi e lui giá è caricato a molla. "Giorgio ascoltami un attimo, il signor" "No è, ti prego, saresti entrata alle 9, fino a quell'ora vietato parlare di lavoro, balla piuttosto" "Di cosa parliamo?" "Di te" "Di me?" "Raccontami cosa ti piace fare, chi sei fuori dal lavoro" "Inizia te" Giorgio si racconta, ha tanti interessi, gli piace pescare, fa molti sport e ama profondamente il tango. "Tango? Wow mi piacerebbe imparare" "Non posso insegnartelo" "Non sei in grado?" "Marta due che ballano il tango nella buona parte dei casi finiscono a letto" "Ah scusa sono ignorante in materia" "Peccato" "In che senso?" "No niente. Però se vai a scuola di tango magari iniziamo a ...
... frequentare la stessa sala da ballo, capiterá di ballare insieme" "Vabbè magari ci penso" sorrido imbarazzata "Ora raccontami di te" Gli parlo un po' di me, le mie passioni, cosa faccio nel tempo libero e gli racconto che amo allenarmi, che faccio diversi corsi in palestra "Si vede" "Cosa?" "Che ti alleni, hai un bellissimo corpo" Mi imbarazzo, forse per la prima volta in questi anni si è leggermente sbilanciato "Si può sempre migliorare, mica mi hai visto nuda" l'unica frase che volevo evitare l'ho detta, presente quando ti ripeti "non lo dire, non lo direeee" e lo dici uguale? Sono un disastro. Lui sta ridendo di gusto, io sono rossa come un peperone, abbasso lo sguardo "No scusa, non volevo alludere a niente" "A lavoro sei impassibile, gestisci le emozioni perfettamente, oggi sei un libro aperto Marta" "Fammi rilassare un po' fuori dal lavoro, comunque scusa ero fuori luogo" "Magari" "Cosa?" "Ti avessi visto nuda" "Giorgio?" "Ora sei più a tuo agio? Ho detto anche io una cosa che non dovevo dire" Lo guardo, lui si gira un attimo e ricambia lo sguardo per poi rimetterlo sulla strada. "Non approfondisco, siamo pari" sorrido, lui è cosí, dice le cose come le pensa senza troppi filtri e davvero ha rotto il mio imbarazzo. "Siamo arrivati, questa è la villa" "Ma non dovevamo camminare?" "Mi ero confuso, in ogni caso questi pantaloni risaltano le tue gambe e non hai bisogno dei tacchi" mi fa l'occhiolino e scende dalla macchina. Siamo entrati da un enorme cancello, il giardino è ...